Vicino al Parco del Colle Oppio, tra il rione Monti ed il rione Esquilino, si trova la basilica di San Martino ai Monti, un edificio che racchiude in sé l’evoluzione del culto cristiano nel corso dei secoli. Nonostante il suo aspetto barocco con la seicentesca facciata che si apre sulla piccola piazza, l’interno cela una sorpresa. Scendendo attraverso delle ripide scale, infatti, si arriva in un’area che ospita degli edifici preesistenti risalenti al III secolo d.C., periodo nel quale in quest’area si riunivano le prime comunità cristiane per celebrare il proprio culto lontano dagli occhi indiscreti del potere imperiale.

SAN MARTINO AI MONTI A ROMA: LE ORIGINI

La basilica di San Martino ai Monti nasce nel IX secolo, dopo un lungo periodo in cui l’Italia è divenuta oggetto di conquista e di razzia. In quell’epoca il nostro paese e la stessa Roma si dedicano all’arte e alla costruzioni di importanti edifici ecclesiastici. Sull’onda della rinascenza carolingia con la quale Carlo Magno persegue il suo indirizzo propagandistico, i pontefici prendono spunto dalle chiese paleocristiane di San Pietro, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano per aprire nuovi cantieri nella città. Così papa Sergio II decide di far costruire questo edificio sacro sulla preesistente basilica fondata da papa Simmaco quattro secoli prima in modo che i pellegrini che giungevano a Roma potessero venerare anche qui le spoglie di santi e martiri.

San Martino ai Monti Roma

L’interno della Chiesa di San Martino ai Monti

Nel IX secolo la scelta artistica che perseguono i pontefici è precisa: occorre riprendere e riprodurre gli antichi edifici paleocristiani. E così le chiese costruite in quel periodo hanno tutte le stesse caratteristiche: sono costituite da tre o cinque navate, da un presbiterio rialzato che nasconde la cripta con le reliquie dei santi, da una trabeazione sorretta da colonne antiche di riuso. Questi sono alcuni elementi comuni di questa architettura religiosa che sancisce la ripresa artistica della città di Roma. In questo modo, attraverso un risveglio culturale che interessa, ad esempio, anche la costruzione della vicina Santa Prassede, viene fondata la chiesa di San Martino ai Monti.

Questi nuovi edifici di culto entrano di diritto a far parte di un percorso di pellegrinaggio in cui i fedeli possono venerare le spoglie dei santi e fermarsi a pregare in questi luoghi. È soltanto nel Seicento che la chiesa di San Martino ai Monti a Roma vede cambiare completamente la sua struttura con la realizzazione della facciata e delle decorazioni interne che oggi vediamo.

COSA VEDERE ALL’INTERNO DELLA CHIESA

L’interno della chiesa suddivisa in tre navate è decorato con affreschi di Filippo Gagliardi e tra questi sono degni di nota quelli relativi alla rappresentazione di San Giovanni in Laterano e della basilica costantiniana di San Pietro, prima dei rispettivi lavori di ristrutturazione che ne hanno cambiato per sempre l’aspetto. Interessante e particolare nel suo genere, poi, è il ciclo di affreschi dedicato all’elemento paesaggistico, una rarità per una chiesa. Si tratta di un lavoro del pittore Gaspard Dughet, cognato del più celebre Nicola Poussin.

Chiesa di San Martino ai Monti

Particolari dei sotterranei di San Martino ai Monti

Scendendo attraverso delle scale poste nella navata sinistra si arriva nella parte più antica della basilica, luogo in cui si trovava il Titulus Silvestri o Equitii, edificio privato utilizzato dalla comunità cristiana per officiare il nuovo culto giunto dall’Oriente. Siamo nel III secolo d.C., periodo al quale risalgono le sei stanze centrali. Si tratta di un edificio, una insula o un mercato (gli archeologi sono discordi), che aveva una porzione superiore (oggi andata perduta) che si affacciava su un cortile. Tessere bianche e nere con andamento geometrico per alcuni trattati della pavimentazione a mosaico, reperti archeologici e resti di affreschi che riproducono santi, Cristo, la Vergine sono alcuni dei resti ancora oggi visibili.

Fu papa Silvestro nel IV secolo a consacrare questa casa di Equizio ed a trasformarla in un titulus in cui i cristiani venivano ad ascoltare messa e a pregare. Il secolo successivo ci pensò papa Simmaco a trasformare questi ambienti in una basilica di cui però non è rimasta alcuna traccia.

COME ARRIVARE A SAN MARTINO AI MONTI

La basilica di San Martino ai Monti si trova a Roma in Viale del Monte Oppio, 28. Per arrivare si può prendere la metro A e scendere alla fermata Vittorio Emanuele oppure la linea B fino a Cavour.

Ringraziamo la dottoressa Giulia Pollini di Bell’Italia 88 per averci guidato all’interno della chiesa. Ecco il calendario delle prossime visite guidate a Roma.

 

Leggi anche:
Sant’Agostino in Campo Marzio, un florilegio di opere d’arte
Galleria Colonna, viaggio nello sfarzo del Barocco romano