Sudore e affanno. Fame e sete; paura e violenza; umanità e indifferenza; asfalto e erba bagnata; rumore assordante di clacson e infinito frinire di grilli; solitudine e nonostante tutto voglia di vivere. Una donna senza età e senza volto e, per molte pagine del libro, senza parola e senza nome. Una strada. Non una di quelle famose che tagliano paesaggi mozzafiato a picco sul mare ma una strada provinciale, stretta, anonima, percorsa da bestioni che sbuffano fumi neri e velenosi. Sono questi solo alcuni degli ingredienti di Strada Provinciale Tre di Simona Vinci, fresca vincitrice, con La prima verità, del premio Campiello.

STRADA PROVINCIALE TRE, UN ROMANZO DI CORSA E DI CORSE

La copertina del libro e l'autrice, Simona Vinci

La copertina del libro e l’autrice, Simona Vinci

Con Strada Provinciale Tre Simona Vinci ci regala un libro bello e solitario, un romanzo per certi aspetti di viaggio, una fuga verso l’ignoto, una sorta di pellegrinaggio laico condotto dalla protagonista ai bordi di una strada polverosa, trafficata e pericolosa.

Un viaggio senza meta, forse con un traguardo agognato, insperato, alla fine del quale non si trova un silenzioso monastero o un luogo caro dal quale farsi abbracciare. Un viaggio fatto di piedi doloranti, famelico bisogno di cibarsi, paura ma anche desiderio inconscio di protezione. Un percorso attraverso una campagna emiliana devastata, fra casolari abbandonati e scheletri di fabbriche, case cresciute troppo in fretta e lacerti di grossi copertoni. In mezzo un pullulare di figure silenziose, quasi come la stessa protagonista.

Mute comparse che animano con le loro storie smozzicate le pagine del romanzo, imprimendo un ritmo talvolta più lento di quello veloce e ansimante della protagonista che, pagina dopo pagina, mostra lentamente il proprio volto, raccontando la sua storia intrecciata con quella degli altri in un caleidoscopio di emozioni e di vita reale. Un romanzo di corsa e di corse, di cadute e rialzate, di speranze e di inevitabili delusioni, di frasi bisbigliate e suoni ovattati.