Una biga etrusca tra Monteleone di Spoleto e New York. Storia di una contesa

La Biga di Monteleone di Spoleto

Siamo abituati a vedere quadri, statue, sculture di artisti italiani distribuiti nei musei di ogni angolo del mondo, ad ammirarne la qualità e la pregiata fattura in Europa e in altri continenti. Ma c’è un oggetto prezioso risalente al periodo etrusco di cui è stata chiesta la restituzione con fermezza e convinzione: la biga di Montelelone di Spoleto. A portare … Leggi tutto

“Trionfi e lamenti”, la storia di Roma lungo le sponde del Tevere

Trionfi e Lamenti, muraglione Lungotevere

Due ponti racchiudono la storia della città di Roma, due luoghi di transito e di scambio che uniscono le sponde del fiume Tevere e che inglobano delle figure evocative e rappresentative della capitale. Sul muraglione destro della banchina, sotto il quartiere Trastevere, tra ponte Sisto e ponte Mazzini si snoda il racconto iconografico di Roma. Un murales sul lungotevere. Più di cinquecento metri di immagini realizzate attraverso l’arte del togliere di michelangiolesca memoria, con la fuoriuscita delle immagini attraverso l’opera di ripulitura del travertino.

Trionfi e lamenti, mostra en plein air inaugurata nel 2016 la sera dei Natali di Roma, è stata ideata e realizzata dal sudafricano William Kentridge.

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La Madonna dei Pellegrini, icona del popolo romano

Cappella Cavalletti con la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio

A Roma, più o meno da sempre, il tour caravaggesco prevede essenzialmente tre tappe fondamentali per conoscere le sue opere capitoline: Galleria Borghese, che conserva il maggior numero di dipinti; la chiesa di San Luigi dei Francesi, a pochi passi da Palazzo Madama e da piazza Navona; la chiesa di Santa Maria del Popolo, nell’omonima piazza alle pendici del Pincio. Eppure la presenza del pittore, nativo di Milano (è stato ormai dimostrato che Michelangelo Merisi nacque nel capoluogo lombardo il 29 settembre 1571 e non nel piccolo paese di Caravaggio), non si esaurisce nelle due chiese indicate e nel museo nell’omonima villa. Alle tre tele, infatti, conservate presso la Galleria Doria Pamphili, alla Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, alla Deposizione di Cristo nei Musei Vaticani, al Giovanni Battista dei Capitolini e al medesimo soggetto in Palazzo Corsini si aggiunge, infine, la Madonna dei pellegrini di Caravaggio custodita, da sempre, nella chiesa di Sant’Agostino che conserva, oltre alle spoglie mortali di Santa Monica, capolavori come un Isaia di Raffaello e un altare del Bernini.

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Alba Fucens, tra i resti della città romana ai piedi del Velino

Alba Fucens

Un suggestivo sito archeologico ai piedi del Monte Velino. La città romana di Alba Fucens ha una storia affascinante tutta da scoprire. Ricordo un paese minuscolo, poche case costruite intorno ad una  piazza, centro di aggregazione dell’abitato. Su di essa si ergevano gli edifici principali del borghetto: la chiesa di San Nicola e la scuola. Ricordo i racconti del terremoto del gennaio 1915, quando l’urlo della terra ha portato via più di 30.000 persone e distrutto i paesi della Marsica. Ricordo l’odore degli animali, gli insetti che volavano insistenti e l’acchiappamosche poggiato sulla finestra dell’abitazione che si affacciava sulla piazza. Io ed i miei genitori eravamo ospiti lì, nella casa bassa di fronte alla chiesa. Ricordo la piccola maestra che vi abitava, minuscola e coi i capelli bianchissimi. Si chiamava Armida e lei, in culla, si era salvata dal terribile sisma.

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I campanili del Bernini, storia del loro abbattimento

Gian Lorenzo Bernini

Quandoque bonus dormitat Homerus. Così Orazio nella sua Ars poetica sottolineava che anche il grande Omero talvolta potesse sonnecchiare, ovvero potesse incappare in qualche errore, in una disattenzione tale, tuttavia, da non pregiudicare il suo stesso nome. Una locuzione, quella del poeta latino che, divenuta celebre, viene ancora oggi utilizzata per giustificare le scivolate, gli errori di persone famose, che, come l’autore dell’Odissea e dell’Iliade, ogni tanto possono anche appisolarsi.

Anche Gian Lorenzo Bernini, uno dei più grandi scultori e architetti di sempre, una volta sonnecchiò e quel fatale colpo di sonno rischiò di pregiudicare una carriera fino a quel momento decisamente unica. Ecco la storia dei campanili del Bernini e del loro abbattimento.

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