Vides ut alta stet nive candidum Soracte. A pochi chilometri da Roma, nelle viscere di quel Monte Soratte che il poeta latino Orazio descriveva candido per l’alta neve, si trova un luogo unico nel suo genere. Stiamo palando del Bunker Soratte, un sito che non ha precedenti in Italia e, molto probabilmente, in Europa.

STORIA DEL BUNKER MONTE SORATTE

L'ingresso del Bunker Soratte

L’ingresso del Bunker Soratte

Dentro il ventre del Soratte, che insieme ai Monti Cornicolani fa parte della cosiddetta dorsale Tiberina, si cela non solo il rifugio antiaereo voluto da Benito Mussolini ma, anche, un bunker antiatomico fatto costruire a partire dal 1967.

Questa è la storia di un luogo che è tornato a far parlare di sé, dall’oblio del tempo, grazie allo straordinario sforzo dell’associazione Bunker Soratte, a cui va rivolto un infinito ringraziamento.

Una storia che parte da molto lontano. Migliaia di anni fa, infatti, il Monte Soratte era già un rifugio naturale. Con la sua mole, quella futura “montagna storica”  proteggeva il vicino paese di Sant’Oreste.

Sono molti i documenti, in tal senso, che testimoniano come già fra i popoli latini dei capenati e dei falisci, il Soratte fosse “utilizzato” per nascondere persone e cose. Ma è a partire dal 1937 che questo monte abbraccia in modo misterioso la grande storia.

A partire da quell’anno, per esplicito volere di Benito Mussolini, il Soratte divenne il luogo deputato per crearci al suo interno un nascondiglio, cioè un luogo destinato ad accogliere per un tempo non certo breve “personalità”, documenti e opere nel caso di una devastazione generalizzata.

I lavori, affidati alla ditta Giovanni Perucchetti sotto la direzione del Genio militare di Roma, furono portati avanti fino al 1943, quando il regime fascista cadde all’indomani del 25 luglio. L’opera, pur non completata, rappresentava il meglio in ambito di strutture analoghe.

Nel corso dei sei anni di lavori, ufficialmente condotti per realizzare una fabbrica d’armi della Breda, fu creata una struttura fra le più vaste e ingegneristicamente più complesse di tutta Europa.

BUNKER SORATTE: COSA VEDERE

Bunker Monte SoratteIl Bunker Soratte è un reticolo di oltre 4 chilometri di gallerie scavate nella roccia calcarea del monte, un materiale perfetto per una simile struttura, che raggiunsero l’incredibile profondità di 300 metri sotto terra.

In realtà si trattava di una piccola cosa, se paragonata al progetto originario, che prevedeva ben 14 km di gallerie e che fu ridimensionato per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Una simile opera in pieno conflitto non poteva certo passare inosservata, in particolare ai tedeschi.

Con l’armistizio dell’8 settembre la Germania da alleata divenne nemica per l’Italia.

Tre giorni dopo, l’11 settembre, il Feldmaresciallo Albert Kesserling emanò una direttiva con la quale il territorio italiano passava sotto il controllo tedesco. A metà settembre di quel “fatale” 1943, circa 500 militari tedeschi si insediarono nel piccolo paese laziale di Sant’Oreste. Vennero requisite case, stalle, edifici pubblici e naturalmente in questo bottino di guerra rientrò fatalmente anche il Bunker Soratte di Mussolini.

Quella complessa struttura, caratterizzata da gallerie rinforzate da uno spesso strato di cemento armato di oltre un metro e mezzo di spessore, realizzate anni addietro dalla ditta Sica, venne occupata dai tedeschi che ci installarono il Comando Supremo del Sud Europa.

Per la prima volta il Bunker Soratte progettato per volere di Mussolini prendeva davvero “vita.”

I tedeschi rimasero nelle viscere del Soratte fino alla presa di Roma per mano alleata, resistendo anche a un tremendo attacco aereo ad opera di due stormi di B-17 delle truppe alleate, che decollarono da Foggia il 12 maggio 1944 con l’obiettivo di radere al suolo il quartiere tedesco stipato nel Soratte.

Nel lasciare sbrigativamente il “Soratte i soldati tedeschi cercarono di cancellare le tracce di quella loro permanenza. Furono bruciati preziosi e scomodi documenti, fatti brillare tratti di gallerie, ma la presenza di quel luogo non poteva essere cancellata.

Con la fine della guerra la struttura antiaerea fu di fatto abbandonata, celando nelle profondità della terra storie e misteri. Come quello dell’oro trafugato dai tedeschi dalla Banca d’Italia, il famoso “oro di Kappler” che per anni suscitò appetiti leggendari senza, però, essere mai ritrovato.

Ma il Bunker Soratte, trent’anni dopo la sua nascita, conobbe una seconda vita.

Nel 1967, dopo che era stato utilizzato come deposito di munizioni da parte delle Forze armate italiane, si decise di recuperare la struttura originaria, riadattandola per nuove, strategiche esigenze.

Il vecchio bunker antiaereo, voluto anni prima da Mussolini, sarebbe diventato un rifugio antiatomico.

In un mondo dominato dalla paura nucleare e immerso nel pieno della Guerra Fredda, una struttura antiatomica, a pochi chilometri da Roma, dalla capitale di uno dei principali paese della NATO, non era fantascienza ma una realistica necessità.

Nel più totale segreto cominciarono i lavori per trasformare il  vecchio sito fascista in qualcosa di unico, almeno in Italia. Un complesso e ipertecnologico “riparo” che avrebbe garantito, nel caso di un malaugurato attacco nucleare, a poche e selezionate personalità appartenenti allo stato italiano, di salvarsi.

Quei lavori, però, seguendo il fatale principio dei corsi e ricorsi storici caro a Giambattista Vico, non furono mai portati a termine. Nel 1972, per motivi ancora oggi ignoti e che forse troveranno delle adeguate risposte solo con l’apertura degli archivi storici, furono infatti sospesi sine die.

Il bunker del monte Soratte fu avvolto ancora una volta dal manto dell’oblio, sommerso dalla polvere della dimenticanza.

Il paese di Sant'Oreste

Il paese di Sant’Oreste

Nel 2001 il comune di Sant’Oreste decise di strappare quel pesante velo, ridando l’ennesima vita a questa affascinante struttura. Come l’araba fenice, il Bunker rinacque ma, per fortuna, non dalle sue ceneri.

Dopo aver riacquisito in più riprese l’intera area, in precedenza di proprietà militare, il comune ha avviato una meritoria opera di recupero e valorizzazione di questo sito.

Grazie al fondamentale contributo dell’Associazione Bunker Soratte, questo luogo di storia è tornato a vivere e in un modo del tutto “pacifico”.

Una visita che vale davvero la pena fare, scortati dalla passione dei volontari che ci conducono nelle profondità della storia.

Da Mussolini a Kesserling, da Kruscev ad Andreotti; dalla Seconda Guerra mondiale alla Guerra Fredda; dalla storia ufficiale ai racconti popolari, sono solo alcuni dei capitoli di un affascinante libro fatto di volti, immagini, fatti, date, misteri e leggende.

Non resta, quindi, che visitare questo luogo straordinario e camminare davvero nelle viscere della storia.

Una fondamentale raccomandazione: se effettuate la visita durante i mesi estivi ricordatevi di portarvi qualcosa di pesante, perché lì sotto fa decisamente freddino.

BUNKER SORATTE: COME ARRIVARE E DOVE DORMIRE NEI DINTORNI

Il Bunker Soratte è raggiungibile in auto – uscita Ponzano Soratte dell’A1 e poi direzione Sant’Oreste oppure bivio al km. 42.500 della Via Flaminia e poi 5 Km in salita direzione Sant’Oreste – oppure in treno da Roma Flaminio o da Viterbo, ferrovia Roma-Nord, fermata S. Oreste, poi navetta fino al paese.

Per chi volesse soggiornare per qualche giorno nei dintorni, consigliamo di visitare anche la Riserva Naturale Tevere Farfa e di approfittare dell’ospitalità di Andrea, il proprietario dell’agriturismo Casale di Colle a Torrita Tiberina, a circa 20 km da Sant’Oreste.

 

Leggi anche:
Un rifugio nel parco: il bunker di Villa Ada
Forte Bravetta a Roma, le fucilazioni nazifasciste e il dovere della memoria
Riserva Naturale Tevere-Farfa, la prima area protetta del Lazio