Panatta, le magliette rosse e quella sfida al Cile di Pinochet

Adriano Panatta, le magliette rosse della Coppa Davis 1976 in Cile

È il 18 dicembre del 1976 e a Santiago del Cile si disputa la finale della Coppa Davis, il campionato di tennis più prestigioso al mondo riservato alle squadre. La situazione politica internazionale è decisamente elettrica, si gioca la partita nello stadio accanto a quello in cui sono stati detenuti migliaia di prigionieri politici. Così l’evento sportivo è destinato a mescolarsi inevitabilmente con quello politico, accendendo nei mesi precedenti un intenso dibattito anche nel nostro paese circa l’opportunità di schierare la nostra squadra nella partita decisiva. Facciamo un passo indietro.

L’Italia a settembre ha sconfitto in semifinale la squadra australiana, conquistando il quinto e decisivo incontro sui campi di terra rossa del Foro Italico. È Adriano Panatta, vessillo della nostra nazionale, a portare a casa il punto che ci consente di arrivare in finale. Il 26enne tennista romano ha una forma straordinaria ed ha già conquistato gli Internazionali d’Italia ed il Roland Garros a Parigi. Dall’altra parte del tabellone si trova il team cileno che ha battuto a tavolino l’URSS. Il governo sovietico, però, ha deciso di ritirare la squadra per protestare contro la dittatura dello stato sudamericano , consentendo al Cile di giungere direttamente in finale.

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