Per Voltaire è la favola più bella dell’antichità. Prima e dopo di lui è stata amata da Marziano Capella, Boccaccio, Victor Hugo, Keats e perfino Leopardi, mentre artisti di ogni età l’hanno riprodotta con risultati eccelsi. Quando nel 158 d.C. Apuleio scrisse la favola di Amore e Psiche, di certo non poteva credere che quel racconto sarebbe diventato eterno.
Narrata nei libri IV, V e VI delle Metamorfosi o Asino d’oro, che Apuleio scrisse nel pieno di un processo intentato nei suoi confronti dalla moglie Pudenilla per uso di arti magiche e circonvenzione, la storia di Amore e Psiche di Apuleio ancora oggi trasmette in pieno tutte quelle sensazioni che nel corso di millenni hanno emozionato infinite generazioni di avidi lettori.