Memoriale di Moro: carte e misteri di via Monte Nevoso

Lo statista Aldo Moro

Aggiornamento articolo: 17/07/2026

Milano, quartiere Lambrate, domenica 1° ottobre 1978. È l’alba quando una sessantina di carabinieri, guidati dal giovane capitano Roberto Arlati, entra in un piccolo appartamento posto al primo piano di una palazzina sita in via Monte Nevoso 8. Non si tratta di un’operazione qualsiasi, in quel monolocale di poco più di 40 metri quadrati, le forze dell’ordine sono certe di trovare qualcosa di importante, e prima di loro ne è certo il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che, da poche settimane, dirige un nucleo speciale antiterrorismo, composto da 200 uomini e istituito con decreto del presidente del consiglio il 10 settembre.

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“Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”: gli ultimi misteri sulla morte di Aldo Moro

Aldo Moro. La targa commemorativa in Via Caetani a Roma

Aggiornamento articolo: 17/07/2026

La notizia che in molti, da quel drammatico 16 marzo 1978 non avrebbero mai voluto ricevere, arrivò per bocca di Valerio Morucci. Fu proprio uno dei terroristi di via Fani, uno di quei quattro travestiti da aviere che aveva trucidato la scorta di Aldo Moro, a comporre il numero del professor Franco Tritto, dopo aver tentato, invano, di contattare Saverio Fortuna. Roma, 9 maggio 1978, in casa Tritto poco dopo mezzogiorno il telefono suona.

Uno, due, tre squilli. Morucci dall’altra parte della cornetta, in una cabina telefonica alla stazione Termini, freme e sta per attaccare. Al terzo squillo però, mentre il brigatista, che è in compagnia di Adriana Faranda, teme che anche questa chiamata sarà vana, qualcuno dall’altra parte del telefono risponde.

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Via Fani, 16 marzo 1978: il sequestro Moro visto con gli occhi di una bambina

Aldo Moro e Giulio Andreotti

Aggiornamento articolo: 18/07/2026

“Il mio primissimo ricordo di quel 16 marzo 1978 è innanzitutto sensoriale, uditivo, il cupo rombo degli elicotteri che fendevano il cielo, lo squillo assordante delle sirene delle macchine della polizia”. A ricordare, a distanza di quarant’anni, quella tragica e indimenticabile giornata del sequestro Moro che rappresentò un vero e proprio spartiacque nella storia della nostra Repubblica, è Rita, all’epoca una bambina, che viveva con la famiglia in un palazzo in via Fani a Roma, a pochi metri da quel famigerato incrocio con via Stresa dove, pochi minuti dopo le nove, in quel mattino di metà marzo, fu scritta la storia e per sempre. Ecco la sua toccante testimonianza.

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