Archivio Tag: Bombardamento

Guernica, una strage inutile che cambiò il modo di fare la guerra

Guernica nel dipinto di Pablo Picasso

Guernica fu per la Luftwaffe un terreno di prova. Non conoscevamo un luogo più adatto per far compiere un test ai nostri bombardieri”. Con queste parole un serafico Hermann Göring spiegò le ragioni che anni addietro avevano portato la Germania al bombardamento di Guernica, la cittadina basca considerata, dal ministro nazista, alla stregua di una cavia da laboratorio su cui sperimentare i peggiori e più innovativi veleni. (altro…)

19 luglio 1943, a San Lorenzo piovevano le bombe

Bombardamento San Lorenzo

Roma, quartiere San Lorenzo, 19 luglio 1943. Ore 11.03. Cos’era tutto quel putiferio? Le case tutte spiegazzate, le strade accartocciate con tutte le rotaie storte che spuntavano come antenne tra i detriti. Voragini enormi si aprivano nelle vie; case, fabbricati e persone inghiottite. Pareva la guerra. O forse lo era. Ma tra parere ed essere ce ne correva. E correva pure un mare di gente che urlava, strillava, scalpitava. Braccia, gambe, tronchi senza testa. I più fortunati stavano in piedi e si muovevano come onde di un mare in burrasca, cercavano, scappavano, chiamavano. Gli altri fermi, fissati per sempre dentro a quel pandemonio. Impossibilitati a rialzarsi, avevano finito la loro vita su quella piazza, quasi senza accorgersene. Solo l’attimo di avere paura poi più niente. Prima un rumore assordante di aerei, tanti, troppi. Tutti concentrati sopra le loro teste; poi tanti puntini, neri come liquerizie, che mano a mano diventavano grandi come bombe. Circa quattromila caramelle che i bombardieri statunitensi scartarono sopra Roma. Prima ondeggiarono cullate dal cielo poi arrivarono pesanti come piombo. Era il bombardamento di San Lorenzo. (altro…)

San Lorenzo, l’ora prima del bombardamento

Roma_treno_tramviario

San Lorenzo. Quella mattina il cielo era terso, la giornata cominciava ad accendersi di calore ed il sole iniziava ad arroventarsi. Era il 19 luglio 1943 e c’era quel caldo che seccava la gola e faceva sognare la brezza fresca. Eppure il mare era lontano nonostante la volontà di Mussolini di regalare a Roma una via che doveva partire dal centro cittadino ed arrivare, tutta dritta, ad Ostia. L’odore di iodio, la spiaggia, l’acqua salata erano tutti elementi estranei alla vita dei Romani. Cose destinate ai ricchi, al ceto elevato.

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