Panatta, le magliette rosse e quella sfida al Cile di Pinochet

Adriano Panatta, le magliette rosse della Coppa Davis 1976 in Cile

È il 18 dicembre del 1976 e a Santiago del Cile si disputa la finale della Coppa Davis, il campionato di tennis più prestigioso al mondo riservato alle squadre. La situazione politica internazionale è decisamente elettrica, si gioca la partita nello stadio accanto a quello in cui sono stati detenuti migliaia di prigionieri politici. Così l’evento sportivo è destinato a mescolarsi inevitabilmente con quello politico, accendendo nei mesi precedenti un intenso dibattito anche nel nostro paese circa l’opportunità di schierare la nostra squadra nella partita decisiva. Facciamo un passo indietro.

L’Italia a settembre ha sconfitto in semifinale la squadra australiana, conquistando il quinto e decisivo incontro sui campi di terra rossa del Foro Italico. È Adriano Panatta, vessillo della nostra nazionale, a portare a casa il punto che ci consente di arrivare in finale. Il 26enne tennista romano ha una forma straordinaria ed ha già conquistato gli Internazionali d’Italia ed il Roland Garros a Parigi. Dall’altra parte del tabellone si trova il team cileno che ha battuto a tavolino l’URSS. Il governo sovietico, però, ha deciso di ritirare la squadra per protestare contro la dittatura dello stato sudamericano , consentendo al Cile di giungere direttamente in finale.

Leggi tutto

Le loro urla venivano soffocate dagli echi festosi della vittoria. I mondiali di Argentina 1978

Mondiali della vergogna, Argentina 1978

Il 1° giugno 1978 allo stadio Monumental di Buenos Aires alle ore 15 in punto prendeva l’avvio l’undicesima edizione dei Mondiali di calcio. A giocare la partita inaugurale, terminata 0-0, furono la squadra campione in carica, la Germania dell’Ovest, e la Polonia. Fu, quel mondiale, il più discusso di tutta la storia della massima competizione calcistica per nazioni e il motivo fu essenzialmente dettato dal paese ospitante: l’Argentina. Quando la Fifa (Federation Internationale de Football Association) a Tokyo, nel 1964, prese la decisione di assegnare la fase finale del mondiale all’Argentina, il paese sudamericano non era ancora una spietata dittatura ma una fragile democrazia, guidata dal medico Arturo Umberto Illia, che sarà deposto nel giugno del 1966 da un golpe militare, guidato da Julio Alsogaray. Iniziò così un nuovo periodo buio per il paese latinoamericano che vide il breve ritorno di Peron alla guida del paese, la successione, alla morte di quest’ultimo il 1° luglio 1974, di sua moglie (Isabel Martinez, per tutti Isabelita Peron) e un nuovo colpo di stato militare, quello ordito nel 1976 dalle forze armate che deposero Isabelita e instaurarono una nuova, terribile dittatura. Alla vigilia del mondiale la realtà politica e sociale argentina era purtroppo drammatica.

Leggi tutto