Non è ancora l’alba quando le truppe tedesche invadono la Polonia. Sul calendario la data appuntata con uno spillo è quella del 1° settembre 1939, è l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Poche ore dopo, a Roma, Benito Mussolini riunisce i suoi ministri a Palazzo Venezia. C’è un annuncio importante da dare, qualcosa che riguarda il destino degli italiani.
Il duce appare calmo, dopo giorni di malcelata tensione. Ai membri del governo annuncia che l’Italia non entrerà in guerra accanto alla Germania, non per ora almeno.
È la dichiarazione che in molti fra politici, militari e soprattutto italiani, attendono da giorni. Mussolini la chiama non belligeranza, una formula da lui stesso inventata per fascistizzare la vecchia e poco dignitosa neutralità ma, questione terminologica a parte, è la medesima cosa.
Ma come si arriva a quella decisione? E perché Mussolini sceglie di non partecipare al fianco della Germania nonostante esista un’alleanza militare?