Di Ettore Majorana si perdono le tracce il 26 marzo 1938, quando il fisico catanese, che il grande Enrico Fermi aveva definito un genio, dopo essere sbarcato a Palermo, scrive ad Antonio Carrelli, professore di Fisica sperimentale presso l’Università Federico II di Napoli, un’ultima lettera dal contenuto decisamente enigmatico. Poi sulla vicenda terrena di quell’astro nascente della fisica, complice anche il successivo scoppio della guerra, scende inevitabile l’oblio fino al 2008 quando il caso Majorana tornò prepotentemente d’attualità.