Il 24 marzo 1944, in una giornata di inizio primavera, nella Roma occupata dai nazisti veniva compiuta una delle stragi più vigliacche mai concepite, l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Questo è il racconto di quell’orrore.
Fosse Ardeatine
La fuga di Kappler. Una vicenda che resta ancora un mistero
“Avvolsi il colonnello in una coperta e lentamente ci avviammo per le scale, scendendo un gradino alla volta, senza fare il minimo rumore. Giunti in macchina, distesi mio marito sul sedile posteriore e lo coprii con la coperta. Era quasi l’una di notte e io sapevo di poter contare su almeno sette ore di vantaggio: fino al controllo mattutino del prigioniero”. A parlare della fuga di Kappler, in un’intervista al settimanale “Oggi” nel giugno del 2007, è Annelise Gertrude Walter Wenger, meglio nota con il suo cognome da coniugata: Annelise Kappler, la moglie di Herbert Kappler. I due, entrambi divorziati, si erano sposati nell’aprile del 1972 dopo una lunga corrispondenza epistolare. Il matrimonio civile, officiato dal vicesindaco di Gaeta, il socialista Pasqualino Polisi, era stato celebrato nel carcere della cittadina laziale, dove Kappler stava scontando la pena dell’ergastolo, comminata dal tribunale militare di Roma il 28 luglio 1948.