La natura e l’uomo. Un binomio talvolta pericoloso purtroppo ma che spesso è in grado di realizzare opere sublimi e costruzioni straordinarie, proprio come nel caso che vi stiamo per illustrare. Perché questa è la narrazione di un incontro che ha saputo unire la maestria architettonica ed artistica con la sublime bellezza dei Colli Euganei. Ci troviamo nel comune di Galzignano Terme, pochi chilometri a sud-ovest da Padova, in un territorio davvero straordinario che ha dato vita alla costruzione di Villa Barbarigo e dello straordinario giardino di Valsanzibio.
Giardino
Orto botanico di Roma: un luogo incantato tra Trastevere e il Gianicolo
Ricco di oltre 3500 specie vegetali, l’orto botanico di Roma rappresenta un ambiente unico per la sua biodiversità. Posto nelle adiacenze del palazzo Corsini, tra il colle del Gianicolo e Via della Lungara, il giardino è costituito da specie appartenenti a diverse aree ambientali che spaziano dal clima mediterraneo fino a quello tropicale, passando per habitat freddi ed umidi. I suoi 12.000 metri quadrati sono un variegato mondo di piante, serre ed alberi, alcuni di essi monumentali ovvero individui arborei maestosi e longevi.
Il primo orto botanico a Roma nasce nel Medioevo su volontà di papa Niccolò III, che nel 1278 istituisce il giardino all’interno delle Mura Leonine. Dopo essere stato trasferito in altri siti, nel 1883 l’orto botanico trova la sua definitiva collocazione nel luogo attuale, nell’area che interessava il sito archeologico denominato Horti Getae, dove al tempo dei Romani si trovavano le terme di Settimio Severo. In quell’anno, infatti, il principe Tommaso Corsini, dona al Regno d’Italia il palazzo omonimo e l’annesso giardino, in cui viene collocata la collezione botanica di Roma.
Casina delle Civette a Villa Torlonia, un angolo di Roma in stile liberty
La Casina delle Civette è un’autentica e raffinata delizia in stile liberty collocata all’interno di Villa Torlonia, uno dei parchi più caratteristici ed affascinanti della Capitale situato nel quartiere Nomentano dove passeggiare con tutta calma. Anche se viene difficilmente citato dalle guide turistiche di Roma il parco è interessato da un flusso di visitatori attento alla sua storia. La fortuna del parco si deve alla famiglia francese dei Torlonia che nell’arco di un secolo scalò i vertici della società, passando da famiglia dedita al prestito di denaro e al commercio dei tessuti a casata nobile. Le ricchezze accumulate tramite l’acquisizione di proprietà e titoli favorì l’ascesa sociale della famiglia e Giovanni Raimondo Torlonia, divenuto marchese, nel 1797 acquistò i terreni dei Colonna per favorire la costruzione di un buen retiro che consentisse alla famiglia di competere con gli altri nobili romani. Gli interventi vennero commissionati all’architetto in voga in quel periodo a Roma, Giuseppe Valadier, che si occupò della ristrutturazione del Casino Nobile e del Casino dei Principi nonché della sistemazione del parco. Diversi interventi vennero effettuati negli anni successivi da altri architetti, tra cui Giuseppe Jappelli che ideò la Casina delle Civette.
Parco della Caffarella, a spasso tra i ruderi della Roma antica e medievale
Il Parco della Caffarella a Roma, all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica, offre la possibilità di coniugare una passeggiata all’aria aperta con la storia della città e delle genti che qui hanno vissuto. Racchiusa tra le antiche vie romane dell’Appia (che attraversa Porta San Sebastiano) e della via Latina (che oltrepassa l’omonima porta), la valle della Caffarella – che deve il suo nome alla famiglia Caffarelli che ne divenne proprietaria alla metà del Cinquecento – è stata popolata fin dall’epoca romana quando cominciarono ad essere costruite ville nobiliari, tombe e sepolcri. L’area, un tempo ricoperta da foreste, è interessata dalla presenza del fiume Almone, un corso d’acqua che in epoca romana era legato al culto della fertilità. La bonifica delle paludi che qui una volta si trovavano ha dato vita ad un ambiente vivace dal punto di vista della biodiversità, facilitando la presenza di uccelli legati ad habitat boschivi ed umidi.
Viaggio nel Viterbese: Torre Alfina, il suo Castello e il Bosco delle Fiabe
Aggiornamento articolo: 14/07/2026
Immaginate un borgo medievale sospeso nel tempo, adagiato sul confine segreto tra tre regioni: Lazio, Umbria e Toscana. Un luogo dove un castello dalle torri merlate domina dall’alto una foresta millenaria che sembra uscita da un libro di fiabe.
Parliamo di Torre Alfina, una frazione del comune di Acquapendente (VT) arroccata a 600 metri di altitudine. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, questo piccolo gioiello della Tuscia è la meta perfetta per una gita fuori porta all’insegna della storia, del mistero e della natura incontaminata. Se vuoi scoprire cosa altro vedere in questa storica regione puoi consultare la nostra guida della Tuscia.