Archivio Tag: Nazismo

La fuga di Herbert Kappler. Una vicenda che resta ancora un mistero

Kappler

“Avvolsi il colonnello in una coperta e lentamente ci avviammo per le scale, scendendo un gradino alla volta, senza fare il minimo rumore. Giunti in macchina, distesi mio marito sul sedile posteriore e lo coprii con la coperta. Era quasi l’una di notte e io sapevo di poter contare su almeno sette ore di vantaggio: fino al controllo mattutino del prigioniero”. A parlare della fuga di Kappler, in un’intervista al settimanale “Oggi” nel giugno del 2007, è Annelise Gertrude Walter Wenger, meglio nota con il suo cognome da coniugata: Annelise Kappler, la moglie di Herbert Kappler. I due, entrambi divorziati, si erano sposati nell’aprile del 1972 dopo una lunga corrispondenza epistolare. Il matrimonio civile, officiato dal vicesindaco di Gaeta, il socialista Pasqualino Polisi, era stato celebrato nel carcere della cittadina laziale, dove Kappler stava scontando la pena dell’ergastolo, comminata dal tribunale militare di Roma il 28 luglio 1948. (altro…)

Una giornata particolare: la visita di Hitler a Roma

Visita di Hitler a Roma

“Povera Roma mia de travertino. / T’hanno vestita tutta de cartone / pè fatte rimirà da ‘n’imbianchino.” Così Pasquino, la più celebre statua parlante di Roma, salutava l’arrivo nella capitale, nel maggio del 1938, di Adolf Hitler. La pasquinata, che riprendeva versi simili composti per l’occasione dal poeta romano Trilussa, non poneva, tuttavia, adeguatamente l’accento sull’importanza di quella visita e sul contesto geopolitico nel quale si inseriva: il rasserenamento dei rapporti fra Italia e Germania. Le relazioni fra i due stati, infatti, non erano mai state davvero ottimali, specie per un sentimento di naturale diffidenza che Mussolini avvertiva verso quello che, obtorto collo, specie dopo la conquista dell’Etiopia, era divenuto l’alleato tedesco. (altro…)

L’attentato di Via Rasella a Roma, correva l’anno 1944

L'attentato di Via Rasella

Il 23 marzo 1944 un gruppo di quattro ragazzi entra in un locale di Piazza Santi Apostoli per mangiare. È mezzogiorno e all’interno della birreria Dreher non c’è nessuno. Il pranzo viene consumato velocemente e, una volta terminato, i due giovani uomini e le due giovani donne si alzano, pagano il conto e si allontanano per dirigersi al civico 47 di Via Marco Aurelio, una strada alle spalle del Colosseo. Qui uno dei quattro, Rosario Bentivegna, studente romano in medicina di 22 anni detto ‘Paolo’, indossa gli abiti di uno spazzino, prende un carretto metallico utilizzato per la raccolta dei rifiuti e si dirige verso Largo del Tritone. Destinazione Via Rasella. (altro…)

Celeste Di Porto, storia della delatrice nel ghetto di Roma

Ghetto di Roma

Si chiamava Celeste Di Porto e, quando i Tedeschi in quel sabato di ottobre del 1943 rastrellarono il ghetto di Roma, aveva appena diciotto anni. Alta, slanciata, occhi neri e profondi, era la quinta di otto figli e viveva con la sua famiglia nel quartiere ebraico. Di umili origini, aveva iniziato a lavorare in giovane età prestando la propria attività come domestica di alcune famiglie ebree fino a quando venne assunta al ristorante Il Fantino, luogo di ritrovo di numerosi fascisti. Riuscita a sfuggire al rastrellamento insieme alla sua famiglia, Celeste, soprannominata per la sua eccezionale bellezza la stella di Piazza Giudia, abitava in Via della Reginella. Quel volto d’angelo diventerà per molti suoi correligionari il viso della morte. Sarà lei con un cenno del capo a denunciare gli ebrei e a venderli alle milizie fasciste. (altro…)

Leggi razziali in Italia del 1938: l’annus horribilis per gli ebrei

Leggi razziali in Italia, cartello antigiudaico

Il 1938 è stato l’anno in cui vennero approvate ed introdotte in Italia le leggi razziali, provvedimenti che diedero il via ad un cambiamento repentino delle condizioni di vita della popolazione ebraica sul nostro territorio. Eppure le norme antisemite non si possono racchiudere in un solo provvedimento normativo; sono state piuttosto una serie di limiti e di imposizioni che via via si sono fatte sempre più stringenti per gli ebrei che dimoravano sul territorio italiano. Sottovalutate ancora oggi, ritenute una caduta di stile da parte del fascismo, derubricate a leggi non così incisive e radicali quanto quelle applicate da Hitler in Germania, esse furono il risultato dell’alleanza sottoscritta da Mussolini con i nazisti nel 1936, l’intesa denominata Asse Roma-Berlino che tanto avrebbe cambiato gli equilibri europei.
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