Itinerari Etruschi nel Lazio: Guida alle Necropoli (Parte 2)

Itinerari etruschi nel Lazio

Aggiornamento articolo: 15/07/2026

Indice della seconda parte

Utilizza i collegamenti rapidi qui sotto per esplorare le tappe del viaggio nell’Etruria settentrionale:

  1. La Necropoli di Norchia a Vetralla: un tesoro nascosto nel bosco
  2. Tarquinia: la Necropoli dei Monterozzi e i Cavalli Alati
  3. Tuscania: cosa vedere nella città dei sarcofagi etruschi
  4. Il Parco Archeologico di Vulci: tra la Tomba François e il laghetto del Pellicone

Dopo avere parlato delle necropoli etrusche del Lazio più meridionali continuiamo il viaggio tra gli itinerari etruschi nel Lazio puntando verso settentrione. Le sorprese non finiscono perché tirando ancora una linea verso nord ci si può concedere una bellissima e rilassante passeggiata in un bosco della Tuscia, alla scoperta dell’antica città di Norchia (nel comune di Vetralla).

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Necropoli Etrusche nel Lazio: Viaggio nell’Etruria Meridionale (Parte 1)

Necropoli etrusche nel Lazio. La Banditaccia a Cerveteri

Aggiornamento articolo: 15/07/2026

Indice della prima parte

Utilizza i collegamenti rapidi qui sotto per esplorare le tappe del viaggio nell’Etruria meridionale:

  1. Cosa vedere nel Parco Regionale di Veio tra Isola Farnese e Portonaccio
  2. Come visitare la Necropoli della Banditaccia a Cerveteri (Sito UNESCO)
  3. Il Cratere di Eufronio al Museo di Cerveteri: storia del capolavoro ritrovato
  4. La Necropoli di Barbarano Romano nel Parco Regionale Marturanum
  5. Cosa vedere a Blera: la Necropoli di Pian del Vescovo e San Giovenale

L’antica civiltà etrusca prende la scena nell’alto Lazio, raccontando la sua storia attraverso borghi, paesi, aree boscose e parchi archeologici. La testimonianza di questo popolo, che ha dato vita a città e porti prima che Roma divenisse la padrona indiscussa, ha formato e plasmato un intero territorio, quello della Tuscia e della Maremma laziale che custodisce monumenti, tombe, monili ed oggetti che ci raccontano tasselli di un’esistenza lontana.

La vita e la morte. Il vino ed i banchetti. La navigazione e l’arte orafa. Il mare e la terra. Tanti piccoli pezzi che riuniti ci narrano e ci parlano di un popolo elegante, gioioso, misterioso che sapeva apprezzare la vita e l’amore, il cibo ed il riposo il commercio ed il vino. Questo è un viaggio immersivo nei luoghi dell’Etruria meridionale attraverso immagini, percezioni ed impressioni di antiche suggestioni. Un viaggio tra le necropoli etrusche nel Lazio.

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Necropoli di Portus a Fiumicino, un tesoro tra il Tevere e il mare

Necropoli di Portus a Fiumicino

Immaginate un luogo posizionato tra il mare, un antico porto con un canale navigabile ed una via (la Flavia-Severiana) che collegava questo sito ad Ostia Antica. Pensate ad un viavai di persone sulla strada lastricata, a carri, merci, uomini che transitavano con un passaggio continuo dato dalle fiorenti attività commerciali. Quello che avete provato a vedere con la mente esisteva ed era la necropoli di Portus, un cimitero riservato a quanti lavoravano in quest’area.

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Necropoli di Sovana: un tuffo nella civiltà etrusca

Necropoli di Sovana: tomba dei Demoni Alati

Nel fitto bosco che circonda il piccolo borgo di Sovana si trovano numerose tombe costruite dagli Etruschi nella fitta vegetazione che ancora oggi le avvolge, scolpite direttamente nel tufo tra dirupi, fossi e tra i profondi tagli nella roccia che formano le cosiddette vie cave. Tutta l’area, dedicata al culto dei defunti ed organizzata come una una città dei vivi, con il succedersi dei secoli venne avviluppata dai rovi e dal folto sottobosco. La necropoli di Sovana fu inghiottita dall’oblio e di essa si persero le tracce. Quando nel 1843 l’inglese Samuel James Ainsley si spinse in questi luoghi alla ricerca di testimonianze antiche, per poco non rimase trasecolato dalla scoperta che fece.

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Cerveteri e gli Etruschi: la necropoli della Banditaccia

Necropoli di Cerveteri, tomba

Nello scenario naturalistico dei Monti Ceriti, su una sommità tufacea a nord di Cerveteri, si trova la necropoli della Banditaccia, la città dei morti costruita dagli Etruschi per seppellire in quel luogo i propri defunti. L’area archeologica è una delle più estese al mondo con una superficie in grado di ospitare circa duemila tombe, un luogo dedicato esclusivamente al culto dei morti e collegato all’acropoli tramite la Via degli Inferi.

Il popolo etrusco ancora oggi affascina per la sua provenienza enigmatica e per la lingua ancora da decifrare che non offre collegamenti con quelle finora conosciute.

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