Legata a molte storie che si sono tramandate nei vicoli di Roma e detestata dalla maggior parte della popolazione romana, Olimpia Maidalchini segnò un passaggio importante nella storia del pontificato e della famiglia Pamphili. Nata a Viterbo nel 1591, legò la sua vita al potente casato e alla figura di papa Innocenzo X e, proprio per il ruolo di potere che andò a ricoprire, divenne oggetto di sberleffo in numerose pasquinate dell’epoca. Le vennero anche attribuiti due soprannomi, quello di Papessa e quello di Pimpaccia, che tanto denotavano i rapporti non proprio idilliaci tra la nobile laziale ed il popolo romano.
Papa
I mille volti di Castel Sant’Angelo, da mausoleo a museo
Castel Sant’Angelo, anche detto Mausoleo di Adriano, è il monumento di Roma che racchiude in sé la storia che la città ha vissuto e le vicende attraverso cui è passata. Posto sulla riva destra del Tevere, in una zona un tempo esposta alle inondazioni del fiume e denominata dai Romani ager vaticanus, il monumento è sopravvissuto ai fasti, agli scompigli, alle glorie e alle vicissitudini di Roma in un arco temporale amplissimo che abbraccia duemila anni. Modificato nei secoli, Castel Sant’Angelo ha subito numerosi trasformazioni, vedendone cambiato e alterato l’uso che ne veniva fatto. L’edificio è stato, infatti, un mausoleo, un baluardo difensivo, un carcere, una dimora rinascimentale ed infine un museo.
La Papessa Giovanna, storia di una maldicenza divenuta leggenda
Questo è il racconto di come una maldicenza diffusa durante il Medioevo e ripresa da alcuni protestanti nel Cinquecento per gettar discredito sul cattolicesimo, sia stata ritenuta veritiera e credibile per secoli. La leggenda della Papessa Giovanna, descritta da numerosi testi medievali, ha superato centinaia di anni per giungere fino ai nostri giorni. Di lei si è parlato, immaginato, scritto e raccontato. Della sua elezione e del suo parto sono state riempite pagine di cronache, diari, racconti, biografie.
“Er corridore”, storia del Passetto di Borgo a Castel Sant’Angelo
Castel Sant’Angelo è uno dei monumenti più conosciuti di Roma e, a differenza di tante costruzioni romane spogliate e depredate nel Medioevo, ha avuto la fortuna di essere passato quasi del tutto indenne alle spoliazioni che avvenivano in quel periodo. Riutilizzato nel corso dei secoli, ha legato la sua storia a quella degli imperatori romani, alle famiglie aristocratiche e al papato. È stato un mausoleo, una residenza nobile, pontificia ed anche un carcere. Il suo utilizzo come dimora papale e la vicinanza con i palazzi pontifici hanno indotto Niccolò III Orsini a costruire un corridoio di collegamento tra i due luoghi della Roma papalina: il passetto di Borgo.
Mastro Titta, storia del boia di Roma
Al tempo in cui Roma era governata dai Papi, o meglio dal Papa re, l’ultimo fu Pio IX fino al 1870, le pubbliche esecuzioni rappresentavano uno spettacolo per il popolo romano. Il più noto esecutore di sentenze capitali fu Giovanni Battista Bugatti, personaggio conosciuto come il boia di Roma, “Mastro Titta”. Il nomignolo “mastro” derivava dal termine “maestro di giustizia” e Titta era il diminutivo del suo nome.