Alle 12.57 dell’8 luglio 1978 nell’emiciclo della Camera dei Deputati a Roma parte spontaneo un lungo applauso. L’Italia, in quell’anno difficile, a quasi due mesi dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro in una Renault rossa, all’incrocio fra la politica e la storia, ha il suo nuovo presidente della Repubblica, il settimo della sua breve storia. È il socialista Alessandro Pertini, per tutti Sandro, nato ottantadue anni prima a San Giovanni di Stella, una frazioncina in provincia di Savona, poche case, una bella chiesa, un minuscolo cimitero e stradine impervie che innervano un territorio sospeso fra il mare e il cielo. Quando il 15 giugno il presidente della Repubblica Giovanni Leone irrompe nelle case degli italiani con un irrituale annuncio tv, ribadendo di essere un uomo onesto e anticipando le sue dimissioni, nessuno pensa a Sandro Pertini come suo successore.