“Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole”. Il dramma di Vermicino

Alfredino Rampi

Il primo lancio di agenzia che annuncia agli italiani un fatto di cronaca che, di lì a poco, li terrà per giorni letteralmente incollati ai televisori, arriva in piena notte, alle 2.02 del 11 giugno 1981. Il comunicato dell’Ansa stringato recita: «Un bambino di sei anni, Alfredo Rampi, è precipitato in un pozzo artesiano in disuso profondo oltre cinquanta metri nelle campagne di Vermicino, sui Castelli Romani». Vermicino è un nome sconosciuto, «un luogo che per gli italiani non esiste» come scrive Massimo Gamba nel suo bellissimo Vermicino. L’Italia nel pozzo. Una terra di mezzo, poche case schiacciate fra Roma e Frascati, un posto qualunque, uno dei tanti che disseminano la campagna romana che il dramma di un ragazzino di sei anni, per tutti Alfredino Rampi, renderà purtroppo celebre per sempre.

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