Aggiornamento articolo: 18/07/2026
“Il mio primissimo ricordo di quel 16 marzo 1978 è innanzitutto sensoriale, uditivo, il cupo rombo degli elicotteri che fendevano il cielo, lo squillo assordante delle sirene delle macchine della polizia”. A ricordare, a distanza di quarant’anni, quella tragica e indimenticabile giornata del sequestro Moro che rappresentò un vero e proprio spartiacque nella storia della nostra Repubblica, è Rita, all’epoca una bambina, che viveva con la famiglia in un palazzo in via Fani a Roma, a pochi metri da quel famigerato incrocio con via Stresa dove, pochi minuti dopo le nove, in quel mattino di metà marzo, fu scritta la storia e per sempre. Ecco la sua toccante testimonianza.