Aggiornamento articolo: 12/07/2026
Se stai cercando una meta che unisca il fascino della storia antica, la bellezza del Medioevo e la natura incontaminata, Tarquinia è la risposta perfetta. Adagiata su un colle dell’alto Lazio, a due passi dal Mar Tirreno, questa splendida cittadina in provincia di Viterbo stupisce per la sua imponente fisicità e per il calore del macco, la pietra calcarea locale che fa risplendere il borgo sotto il sole.
Antica capitale etrusca e vivace centro medievale (noto fino al XIX secolo con il nome di Corneto), Tarquinia è oggi una tappa imperdibile per un viaggio nel tempo.
Su Passaggi Lenti trovi la guida completa su cosa vedere a Tarquinia, dalla celebre Necropoli di Monterozzi alle storiche vie del centro. Se, invece, vuoi scoprire tutti i luoghi da visitare nella zona puoi leggere la nostra guida completa della Tuscia.

La Necropoli di Monterozzi: il Cuore Etrusco di Tarquinia
Tarquinia deve la sua fama internazionale soprattutto al suo glorioso passato etrusco. Secondo la leggenda, la città (Tarxuna) fu fondata da Tarconte, diventando rapidamente un fulcro di commerci e navigazione.
Il vero gioiello archeologico del territorio è la Necropoli di Monterozzi, situata a breve distanza dal centro storico (e a circa 50 km dall’altra celebre area etrusca di Cerveteri). Questo straordinario sito archeologico ha permesso a Tarquinia di entrare di diritto nella prestigiosa lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO
L’etruscologo Massimo Pallottino ha definito le tombe dipinte di Tarquinia come “il primo capitolo della grande pittura italiana“. Nessun altro sito al mondo conserva un repertorio così vasto di affreschi: colori vividi e scene dinamiche che raccontano banchetti, giochi e la concezione dell’aldilà di questo popolo misterioso.
“È il mistero del viaggio fuori dalla vita, verso la morte, il viaggio della morte e il soggiorno nell’aldilà” — David Herbert Lawrence, Luoghi Etruschi (1932)
Il Museo Nazionale Etrusco (Palazzo Vitelleschi)
Per completare la scoperta della civiltà etrusca, la tappa obbligatoria è il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia, situato proprio all’ingresso del centro storico, subito dopo l’arco della barriera di San Giusto.
Il museo è ospitato nel prestigioso Palazzo Vitelleschi, fatto costruire dall’omonimo cardinale tra il 1436 ed il 1439. Al suo interno sono custoditi:
- Sarcofagi finemente scolpiti, vasi etruschi ed ellenici, monili d’oro e persino antichi dadi da gioco.
- I celebri Cavalli Alati, un altorilievo capolavoro dell’arte antica che decorava il tempio dell’Ara della Regina.
- La statua del dio Mitra che uccide il toro, recuperata nel 2014 dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale dopo uno scavo clandestino.
- Gli affreschi staccati di quattro delle tombe più importanti della necropoli, trasferiti qui per essere protetti dalle intemperie.

Cosa Vedere nel Centro Storico Medievale di Tarquinia
Dopo la caduta dell’Impero Romano, la popolazione abbandonò la valle per rifugiarsi sulla collina adiacente, fondando l’insediamento fortificato di Corneto. Anche il poeta Francesco Petrarca ne rimase estasiato, descrivendola come: “Corneto città di torri da ammirare, cinta da mura doppie”.
Passeggiando oggi per il centro storico, l’atmosfera medievale è rimasta intatta. Ecco le attrazioni da non perdere:
1. La Chiesa di Santa Maria in Castello
Iniziata nel 1121 e consacrata nel 1207 da Papa Innocenzo III, è un esempio sublime di stile romanico laziale. Si trova vicino a Porta Castello e al torrione circolare di Matilde di Canossa. La sua imponente torre campanaria era un punto di riferimento per i navigatori. Da non perdere le decorazioni dei Cosmati, il fonte battesimale e la vista superba sulla Valle del Marta dal dirupo posteriore.
2. Piazza Matteotti e il Palazzo Comunale
Il cuore politico della città è dominato dal Palazzo Comunale del Duecento, arricchito dalla torre civica. All’interno dell’anticamera del sindaco si possono ammirare affreschi che ripercorrono la storia cittadina.
3. Via delle Torri e le Architetture Religiose
Tarquinia contava ben 38 torri (oggi ne rimangono in piedi più di 10). Percorrendo la medievale Via delle Torri incontrerai il Palazzo dei Priori e la Chiesa di Santo Spirito. Poci distante, lungo l’omonima via, sorge la Chiesa di San Martino.
Curiosità: Camminando tra i vicoli noterai numerose fontane e lavatoi storici. Il poeta Vincenzo Cardarelli, nato proprio a Tarquinia, celebrava così questo elemento: “E l’acqua, è il miracolo dell’acqua che ha moltiplicato la popolazione e fatto rifiorire le guance di quelle giovinette…”

✍️ Sulle tracce dei poeti e degli scrittori: l’itinerario letterario di Tarquinia
Tarquinia non ha ispirato solo archeologi e storici, ma è stata una vera e propria musa per grandi scrittori e poeti che ne hanno immortalato la luce, il vento e il mistero nelle loro opere. Se ami la letteratura, puoi seguire questo “itinerario dell’anima” attraverso le parole di chi l’ha amata.
1. Stendhal: il fascino delle scoperte etrusche
Il celebre scrittore francese Henri Beyle, universalmente noto come Stendhal, visse a lungo in questa zona del Lazio durante il suo mandato come console di Francia nella vicina Civitavecchia. Appassionato di antichità, Stendhal visitò Tarquinia (allora Corneto) proprio negli anni in cui la Necropoli di Monterozzi iniziava a svelare i suoi tesori nascosti. Nei suoi diari di viaggio e nella corrispondenza, descrisse con stupore l’apertura delle tombe etrusche, affascinato dai colori che riemergevano intatti dopo millenni di oscurità.
- Il luogo da visitare: Il Museo Nazionale Etrusco a Palazzo Vitelleschi, dove oggi sono custoditi molti di quei reperti e affreschi che scrittori come lui videro per la prima volta appena estratti dalla terra.
2. Vincenzo Cardarelli: il figlio del ferro e del vento
Per il grande poeta del Novecento, Tarquinia non era solo la città natale, ma un paesaggio dell’anima. Nato in stazione (suo padre gestiva il buffet ferroviario), Cardarelli ha raccontato la transizione della città verso la modernità, legandola indissolubilmente alle atmosfere aspre della Maremma e al “miracolo dell’acqua” che portò il benessere nel borgo.
- Il luogo da visitare: Le antiche fontane e i lavatoi del centro storico, dove risuona ancora l’eco delle sue poesie dedicate alla giovinezza e allo scorrere del tempo.
3. D.H. Lawrence e il viaggio nell’oltretomba gioioso
Nella primavera del 1927, lo scrittore inglese David Herbert Lawrence (autore de L’amante di Lady Chatterley) intraprese un viaggio tra i siti etruschi. Arrivato sulla collina dei Monterozzi, rimase folgorato dalla vitalità dei dipinti tombali, in cui non vide tristezza, ma una straordinaria celebrazione della vita che continua nell’aldilà.
- Il luogo da visitare: La Necropoli di Monterozzi. Camminando tra i tumuli, immagina Lawrence che scende i gradini di pietra con una candela in mano, annotando sul suo taccuino le impressioni che avrebbero dato vita al capolavoro postumo Luoghi Etruschi (1932).
“Gli Etruschi non concepivano la morte come un vuoto o una fine, ma come un viaggio gioioso… C’è una freschezza e una naturalezza in queste tombe che pulsa ancora di vita.” — D.H. Lawrence
4. Francesco Petrarca e lo stupore medievale
Già nel XIV secolo la fisionomia di Corneto era celebre per la sua imponenza. Una consolidata tradizione storiografica attribuisce a Francesco Petrarca la definizione della città come «Cornetum turritum et spectabile oppidum, gemino cinctum muro» («città turrita e degna di essere ammirata, cinta da una doppia cerchia di mura»). Sebbene l’autenticità dell’attribuzione sia discussa, l’espressione descrive efficacemente l’aspetto della Corneto medievale: una città fortificata dominata dalle numerose torri gentilizie che ne caratterizzavano il profilo urbano.
- Il luogo da visitare: Via delle Torri e la piazza di Santa Maria in Castello. Fermati sotto le torri superstiti e alza lo sguardo per vedere il borgo esattamente come apparve agli occhi del poeta secoli fa.
Le Saline di Tarquinia: Natura e Birdwatching
A soli 5 chilometri dal centro storico si trova il Lido di Tarquinia, perfetto per una passeggiata sul lungomare sia in estate che in inverno. Qui si estendono le Saline di Tarquinia, un’area naturale protetta di 170 ettari caratterizzata da una biodiversità unica.
La Storia: L’estrazione del sale iniziò in epoca etrusca. Nel 1802, Papa Pio VII rilanciò il sito per lo Stato Pontificio sfruttando il lavoro dei galeotti del vicino carcere di Porto Clementino. Le vasche sono rimaste attive fino al 1997.
La Fauna: È il paradiso dei fotografi e del birdwatching; vi sostano regolarmente fenicotteri rosa, garzette, aironi bianchi e cinerini, e cavalieri d’Italia.
🚫 Info Utile per la Viabilità: L’intera area del borgo delle Saline è protetta da una ZTL (Zona a Traffico Limitato), pertanto non è possibile entrare in auto. È presente un comodo parcheggio situato sulla sinistra del varco d’ingresso, da cui si può proseguire facilmente a piedi per esplorare la Riserva Naturale.

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Itinerario Consigliato: Tarquinia in un Giorno
Se hai solo un giorno a disposizione, abbiamo preparato per te questo itinerario per vedere le tappe principali di Tarquinia senza correre:
- Mattina (Ore 09:30): Inizia dalla Necropoli di Monterozzi. Visita le tombe dipinte la mattina presto per evitare le ore più calde.
- Tarda Mattina (Ore 11:30): Spostati in centro storico ed entra a Palazzo Vitelleschi per ammirare i Cavalli Alati nel Museo Nazionale.
- Pranzo (Ore 13:00): Sosta in una delle trattorie tipiche di Tarquinia per assaggiare un piatto tipico locale.
- Pomeriggio (Ore 15:00): Passeggiata nel cuore medievale fino alla maestosa Chiesa di Santa Maria in Castello. Goditi il panorama sulla Valle del Marta dal dirupo dietro l’abside.
- Tardo Pomeriggio (Ore 17:30): Prendi l’auto o il bus e scendi alle Saline di Tarquinia. Goditi il tramonto tra le vasche d’acqua fotografando i fenicotteri rosa.
Eventi e Tradizioni: Quando Visitare Tarquinia
Se vuoi vivere l’atmosfera più autentica del borgo, ti consiglio di pianificare la visita in concomitanza con uno dei suoi eventi storici e culturali più sentiti:
- La Processione del Cristo Risorto (Pasqua): È una delle tradizioni pasquali più spettacolari e caratteristiche d’Italia. Una statua lignea del Cristo viene portata a passo di corsa per le vie del centro storico, accompagnata dalla marcia trionfale della banda, dai tradizionali colpi a salve dei cacciatori e da una folla festante.
- DiVino Etrusco (Agosto): È l’evento clou dell’estate tarquinese. Una grandiosa manifestazione enogastronomica che trasforma il centro storico medievale in un percorso di degustazione a cielo aperto. Il festival celebra la cultura del vino legandola al passato del territorio. Tra calici di vino, street food locale, mostre e spettacoli, è l’occasione perfetta per vivere le notti estive del borgo.
- Il Presepe Vivente (Dicembre/Gennaio): Durante le festività natalizie, l’intero quartiere medievale si trasforma. Centinaia di figuranti in costume d’epoca, animali e suggestivi giochi di luce tra le mura e le torri rendono il borgo un teatro a cielo aperto di rara bellezza.
Dove e Cosa Mangiare a Tarquinia: Sapori della Maremma Laziale
Una visita a Tarquinia non può dirsi completa senza aver assaggiato i piatti tipici della cucina della Tuscia e della Maremma Laziale. Tra i vicoli del centro storico e sul lungomare, la tradizione culinaria unisce i sapori della terra a quelli del vicino Mar Tirreno.
Ecco cosa devi assolutamente ordinare:
- L’Acquacotta: La regina della cucina locale. Una zuppa povera di origine contadina a base di verdure di stagione (spesso cicoria o cicorietta selvatica), pane raffermo, olio extravergine d’oliva e un uovo in camicia cotto direttamente nel brodo.
- Primi piatti con il Tartufo della Tuscia o i Funghi Ferlenghi: I funghi ferlenghi crescono spontanei sui colli tarquinesi e sono una vera prelibatezza nei sughi delle paste fresche.
- Cacciagione e Carne Maremmana: Il cinghiale alla cacciatora e la bistecca di carne maremmana sono i secondi piatti dominanti nei menu delle trattorie locali.
- Pesce fresco al Lido: Se preferisci il mare, i ristoranti sul lungomare offrono spaghetti alle telline, fritture di paranza e pescato del giorno direttamente dal Tirreno.
Come Arrivare a Tarquinia
- In Auto: Da Roma o Civitavecchia tramite l’Autostrada A12 (Roma-Civitavecchia) proseguendo sulla SS1 Aurelia fino all’uscita Tarquinia.
- In Treno: Linea ferroviaria Roma-Pisa, stazione di “Tarquinia”, collegata al centro storico tramite bus navetta locali.
DOVE DORMIRE A TARQUINIA

Se decidete di rimanere una o due notti a Tarquinia per visitare tutti i luoghi del borgo oppure avete intenzione di passare una settimana al mare potete prenotare il vostro soggiorno al B&B Antico Porto, collocato tra le saline ed il Porto Clementino. Una location romantica e accogliente. Il mare è così vicino che ne sentirete l’odore ed il dolce rumore delle onde.
FAQ (Domande Frequenti) su Tarquinia
Tarquinia è celebre a livello internazionale per essere stata uno dei più importanti centri della civiltà etrusca. Il suo fiore all’occhiello è la Necropoli di Monterozzi, un sito archeologico inserito nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO che custodisce il più vasto e straordinario repertorio al mondo di tombe risalenti a oltre 2500 anni fa, decorate con affreschi dai colori vividi che raccontano la vita quotidiana e le credenze di questo popolo misterioso.
Nel borgo medievale di Tarquinia (noto in passato come Corneto) spiccano le imponenti torri quadrate, la splendida Chiesa di Santa Maria in Castello (capolavoro di romanico laziale del 1121) e il duecentesco Palazzo Comunale. Da non perdere, all’ingresso del centro, il quattrocentesco Palazzo Vitelleschi, che oggi ospita il Museo Nazionale Etrusco e custodisce il celebre altorilievo dei Cavalli Alati.
Le Saline si trovano in località Lido, a circa 5 chilometri dal centro storico. Oggi sono un’area naturale protetta di 170 ettari, paradiso del birdwatching e dei fenicotteri rosa. Nota logistica: Tutta la zona interna è sotto regime di ZTL, quindi l’accesso alle auto è vietato. Per la visita è necessario lasciare l’auto nel parcheggio situato appena fuori dal varco ed entrare a piedi.
La cucina locale unisce le tradizioni della Tuscia e della Maremma laziale. Il piatto simbolo è l’Acquacotta, una zuppa contadina povera a base di verdure selvatiche, pane raffermo, olio d’oliva e uovo. Altri piatti tipici includono i lombrichelli (pasta fresca) conditi con i funghi ferlenghi locali o con il tartufo, la cacciagione (cinghiale alla cacciatora) e le specialità di pesce fresco lungo il litorale.
Gli eventi più importanti e partecipati sono: la spettacolare Processione del Cristo Risorto la domenica di Pasqua, durante la quale una grande statua lignea viene portata di corsa per le vie del centro; il festival enogastronomico DiVino Etrusco ad agosto, che celebra i vini della Tuscia e dell’antica Dodecapoli etrusca; e il suggestivo Presepe Vivente che anima il quartiere medievale tra dicembre e gennaio.
Scopri la guida della Tuscia
Scopri la Tuscia, la Maremma Laziale e la provincia di Viterbo: terre modellate dagli Etruschi, dove borghi sospesi nel tempo si affacciano su paesaggi mozzafiato. Questa guida ti accompagnerà in un viaggio unico tra arte, natura e tradizioni autentiche. Esplorerai Viterbo, l’affascinante “Città dei Papi”, e ti lascerai incantare dall’atmosfera magica di Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”. Dallo specchio blu dei laghi vulcanici di Bolsena e Vico, il percorso si snoda tra i tesori archeologici e medievali di Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia e Tuscania.
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