In un connubio perfetto tra arte e natura, lungo la strada che si srotola verso la campagna di Calatafimi, appare da lontano un’antica costruzione che risplende ancora in tutta la sua bellezza: il maestoso tempio di Segesta, uno dei meglio conservati in Sicilia. Sul monte Barbaro, dove un tempo sorgeva l’acropoli di un centro abitato, si staglia la sagoma dell’intatto tempio di Segesta (300 m.s.l.m.), passato indenne nel corso dei secoli. Con la sua imponente architettura dorica e le sue 36 colonne che sorreggono la trabeazione ed i due frontoni, il tempio ci ricorda che qui secoli fa si trovava l’antica città di Segesta, fondata dagli Elimi in una posizione dominante rispetto al territorio circostante ed in grado di controllare l’intera zona limitrofa.

IL TEMPIO DI SEGESTA

Tempio di Segesta in Sicilia

Tempio di Segesta in Sicilia

Da sempre in contrasto con Selinunte per motivi territoriali, Segesta si alleò, per opportunità, sia con la greca di Atene sia con la punica Cartagine. Venne distrutta dal siracusano Agatocle nel 307 a.C. e sotto Roma ritrovò ricchezza e prosperità ma nulla poté nei confronti della forza devastatrice dei Vandali e dei Saraceni.

Dell’antico abitato sono ancora visibili alcune rovine e parti della cinta muraria ma ciò che rappresenta il simbolo del sito archeologico è proprio questo tempio collocato all’interno dell’arido paesaggio che lo circonda. “La posizione del tempio è notevole: all’estremità superiore d’una lunga e larga vallata, su una collina isolata e, pertanto, circondata da rupi, esso domina lontano sulla vasta campagna” – così scriveva Goethe in Viaggio in Italia nel 1817. Effettivamente il tempio di Segesta colpisce il visitatore per la sua dislocazione e per la sua imponenza. Sembra che il luogo di culto sia stato cominciato nel 426 a.C. e che sia stato lasciato incompiuto dieci anni dopo, quando ebbe inizio la guerra contro la vicina Selinunte. Le possenti colonne grigio-dorate del tempio, infatti, sono lisce e non modellate con scalanature, così come manca del tutto la copertura e la cella, la parte interna del tempio che ospitava la statua della divinità.

IL TEATRO DI SEGESTA

Teatro di Segesta

Teatro di Segesta

L’altro monumento dell’area archeologica giunto fino a noi è il teatro di Segesta, posto a 400 metri d’altitudine, e costruito durante il III secolo a.C.. La sua posizione consente al visitatore di godere di una vista mozzafiato dal suo interno. La cavea semicircolare, infatti, costituita da venti gradinate scavate nella roccia è orientata verso nord, offrendo una panorama che unisce le montagne con il mare. La posizione privilegiata del sito offre, inoltre, la possibilità di osservare il paesaggio che si apre tutto intorno all’antica città degli Elimi: una macchia mediterranea costituita da piante di agavi e ginestre. La scena del teatro, purtroppo, non è giunta fino a noi ma sotto di essa, grazie ad una campagna di scavi, sono stati ritrovati dei resti di costruzioni databili addirittura al X-IX secolo a.C.. Dal 1967 l’antico teatro di Segesta è tornato in funzione ed ospita ogni estate il Festival delle Dionisiache, occasione unica per rivivere le atmosfere magiche del luogo.

 

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