Gli appassionati di escursionismo non possono mancare la scalata di una delle montagne più alte dell’Appennino centrale: il gigante dei Simbruini. Stiamo parlando del monte Viglio con i suoi 2156 metri, la meta ideale per chi, già allenato, voglia passare una giornata piacevole ed intensa tra le vette laziali. Il panorama che si gode dalla sua cima è meraviglioso e una certa fatica si sente mentre ci si avvicina alla meta finale, sferzati dalle raffiche di vento fortissime che possono incontrarsi sulla cresta della montagna. La veduta è spettacolare, un insieme di vette che non conoscono quel confine che l’uomo ha segnato tra la provincia di Frosinone e quella de L’Aquila. Un paesaggio mozzafiato che fa girare la testa alla scoperta delle montagne che circondano la vetta del monte Viglio: i monti Ernici, i Simbruini, il Velino-Sirente, la Majella, la piana del Fucino ed i monti Marsicani. Ad opporsi alla cima del Viglio, poco prima di arrivare, è solo uno sbarramento naturale, quel masso enorme posto come un ostacolo prima della vetta e a cui è stato assegnato il nome imponente e terrifico del Gendarme.

TREKKING SUL MONTE VIGLIO

Verso il Monte Viglio

Verso il Monte Viglio (foto di Nicola Inversi)

L’escursione parte dal Passo di Serra Sant’Antonio, a quota 1602 m.s.l.m., nel comune di Filettino, in provincia di Frosinone, valico che connette il territorio laziale con quello di Capistrello (AQ) e si prende il sentiero CAI nr. 651, una comoda strada che porta dritti alla Fonte della Moscosa (1618 metri). Si continua sula sinistra su un prato (il sentiero CAI nr. 696A) e successivamente si comincia ad ascendere all’interno di un bosco formato da una presenza arborea secolare, un territorio ricco dal punto di vista naturalistico che porta fino ad un balcone naturale, un affaccio che si trova lungo il confine tra il Lazio e l’Abruzzo: il Belvedere di Monte Piano, su cui svettano una Madonnina ed una croce (1750 metri – 45 minuti).

Escursione sul monte Viglio. Il Belvedere di Monte Piano

Escursione sul monte Viglio. Il Belvedere di Monte Piano (foto di Nicola Inversi)

Da qui il panorama che si offre ai nostri occhi è meraviglioso, con un affaccio mozzafiato sulle vette del versante abruzzese. Si prosegue verso destra, mantenendosi sulla cresta della montagna, e si avverte da subito che il tracciato diventa via via più impegnativo e difficoltoso. Si tratta sicuramente del tratto più duro ed ostico dell’escursione, un percorso che ci porterà sul crinale del Monte Piano (1838 metri). Da qui già è possibile scorgere quello che ci attenderà dopo. Si aprono, infatti, alla vista le forme del Monte Viglio e quelle del Gendarme (2143 metri). Dal Monte Piano si prosegue, ricongiungendosi con il sentiero nr. 651, sempre in salita fino al raggiungimento dei Monti Càntari e si arriva quindi allo sperone roccioso del Gendarme, un pinnacolo di roccia che possiamo superare scalandolo oppure, in alternativa, possiamo aggirarlo, percorrendo un sentierino che si apre poco più sotto sulla sua destra. A questo punto, in circa trenta minuti, si risale l’ultima cresta che porta alla vetta del monte Viglio, su cui si innalza una croce di colore blu. Da questo punto si può ammirare il panorama a 360 gradi, abbracciando i monti laziali ed abruzzesi in un un’unica veduta.

MONTE VIGLIO. CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SENTIERO (nr. 651 e nr.696A)

Partenza: Valico della Serra (1602 metri)

Arrivo: Monte Viglio (2156 metri)

Dislivello complessivo: 600 metri

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza (andata e ritorno): 5 ore

Lunghezza percorso (andata e ritorno): 12 chilometri

 

Ringraziamo Nicola Inversi per la gentile concessione delle foto

 

 

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