Aggiornamento articolo: 24 agosto 2026
La Via dei Fori Imperiali a Roma è oggi una delle strade più conosciute della capitale, ma la sua storia è relativamente recente. Quella che oggi attraversa l’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo era infatti chiamata Via dell’Impero e venne costruita durante il Fascismo per volere di Benito Mussolini.
La nuova arteria stradale faceva parte del progetto di trasformazione della Roma fascista: un grande asse rettilineo e monumentale che collegasse il centro della città con il Colosseo e che, attraverso la valorizzazione delle rovine dell’antica Roma, costruisse un legame simbolico tra l’Impero romano e il nuovo regime.
Per realizzare la strada furono demoliti interi isolati e venne cancellato il quartiere Alessandrino, mentre migliaia di persone furono costrette a lasciare le proprie abitazioni. Dietro la monumentalità della nuova strada si nasconde quindi una delle più profonde trasformazioni urbanistiche della Roma del Novecento.
Via dei Fori Imperiali: la storia e le origini
Nonostante il Piano Regolatore approvato nel 1931 non prevedesse una nuova arteria stradale nell’area dei Fori Imperiali, il progetto della strada venne rapidamente portato avanti dal Governatorato di Roma. I lavori iniziarono il 28 ottobre 1931, nel nono anno dell’era fascista, con l’obiettivo di creare un nuovo asse viario capace di collegare rapidamente il centro della città con le aree in espansione e di rendere più scorrevole il traffico automobilistico.
Il concetto di modernità occupava un posto centrale nel progetto urbanistico di Mussolini. La nuova Roma fascista doveva presentarsi come una capitale moderna e monumentale, capace di mettere in relazione la città contemporanea con le testimonianze dell’antica Roma. La trasformazione urbanistica, però, passava anche attraverso demolizioni e sventramenti che avrebbero modificato profondamente interi quartieri della città.
L’uso dell’archeologia per fini propagandistici e politici, il raffronto tra l’Urbe romana e la città fascista, l’analogia tra la nuova e la vecchia grandezza diedero il via a numerose opere di sventramento, consistenti nella rimozione dei caseggiati costruiti a ridosso dei monumenti antichi. La città antica, affossata e soffocata da strutture edilizie edificate nelle vicinanze dei monumenti di epoca romana, doveva riprendere i suoi spazi e collegarsi, idealmente e praticamente, alla nuova Roma moderna e mussoliniana.
Il progetto di Via dell’Impero: dalla Velia al Colosseo
Il progetto originario della nuova strada prevedeva una deviazione in corrispondenza della collina della Velia, ma gli uffici tecnici del Governatorato di Roma modificarono il piano scegliendo un tracciato più diretto. Prevalse così l’idea di realizzare un grande rettilineo tra Piazza Venezia e il Colosseo, destinato a diventare uno degli assi monumentali della nuova Roma fascista.
Tra le figure coinvolte nella trasformazione dell’area ci fu anche Antonio Muñoz, architetto e direttore della X Ripartizione “Antichità e Belle Arti” del Governatorato di Roma. A lui si devono anche i pannelli marmorei con le carte geografiche che celebrano l’espansione dell’Impero Romano e che ancora oggi accompagnano il percorso della strada.

La costruzione di Via dell’Impero
Via dell’Impero venne realizzata come un grande rettilineo lungo circa 900 metri e largo 30. Per aprire il nuovo asse stradale fu necessario sbancare la collina della Velia e rimuovere centinaia di migliaia di metri cubi di terra e roccia. I lavori, affidati all’impresa Federici, coinvolsero circa 1.500 operai e comportarono anche la demolizione degli edifici che si trovavano lungo il tracciato.
La demolizione del quartiere Alessandrino accompagnò la realizzazione della nuova strada e comportò la cancellazione di un intero tessuto urbano. Gli abitanti degli edifici demoliti vennero trasferiti nelle nuove borgate periferiche, tra cui Val Melaina, Primavalle, Via Vitellia e Tor Marancia, modificando profondamente la composizione e la geografia sociale di questa parte di Roma.
Gli scavi archeologici portarono inoltre alla luce numerosi reperti: resti murari di epoca romana, decorazioni pittoriche, lastre marmoree, statue e materiali ceramici. Tra i ritrovamenti più curiosi ci furono anche le ossa fossili di un Elephas antiquus italicus, un antico elefante vissuto in Europa durante il Pleistocene.
Via dell’Impero e la propaganda fascista
Il 28 ottobre 1932, nel decennale della Marcia su Roma, Benito Mussolini inaugurò Via dell’Impero alla presenza di una grande manifestazione celebrativa. La scelta della data non era casuale: la nuova strada veniva presentata come uno dei simboli della trasformazione della capitale e del legame che il regime voleva costruire tra la Roma imperiale e la Roma fascista
La posizione della strada contribuiva a creare una vera e propria scenografia politica. Da una parte il Vittoriano e Piazza Venezia, centro della rappresentazione pubblica del regime e luogo dal quale Mussolini pronunciava i suoi discorsi; dall’altra il Colosseo, simbolo della potenza dell’antica Roma. In mezzo, i Fori Imperiali riportati alla luce e trasformati nello sfondo monumentale delle celebrazioni fasciste.
Via dell’Impero divenne così non soltanto una nuova arteria della capitale, ma anche uno dei principali luoghi delle parate militari e delle manifestazioni pubbliche del regime fascista. La strada permetteva così di mettere in scena, attraverso lo spazio urbano, il legame simbolico che il regime voleva stabilire tra la grandezza dell’Impero romano e la nuova Italia fascista.
Via dei Fori Imperiali oggi: quanto è lunga e come raggiungerla
Oggi Via dei Fori Imperiali è una delle passeggiate più suggestive del centro di Roma e collega Piazza Venezia al Colosseo, attraversando l’area archeologica dei Fori. La strada è lunga circa 900 metri e permette di osservare lungo il percorso i resti dei Fori di Cesare, Augusto, Nerva e Traiano, la Colonna Traiana e la Torre delle Milizie.
Per raggiungere Via dei Fori Imperiali si può partire da Piazza Venezia e percorrerla a piedi in direzione del Colosseo, oppure arrivare direttamente dalla zona del Colosseo. La zona è servita dalla metropolitana e dagli autobus del trasporto pubblico romano.
Il percorso è particolarmente interessante perché permette di osservare da vicino il rapporto tra la strada moderna e l’area archeologica che la circonda, attraversando uno dei luoghi più importanti della storia di Roma.
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Immagine di copertina: @Markus Mark
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