Nel piccolo paese di Frascati, uno dei numerosi borghi che costituiscono la zona dei Castelli Romani, si erge una meravigliosa villa situata in posizione elevata rispetto al centro urbano: Villa Falconieri. Si tratta della più antica delle Ville Tuscolane, le dimore patrizie costruite tra il XVI ed il XVII secolo da nobili famiglie romane per trascorrervi momenti di ozio e di svago. Il paesaggio qui nei secoli passati era decisamente diverso da quello che vediamo oggi. Durante il periodo della cattività avignonese, quando il papa trasferì la sua sede in Francia (1309-1377), gli aristocratici romani si spostarono dalla città di Roma verso località più sicure, facendo costruire sulle alture dei Colli Albani castelli e fortificazioni che assicuravano loro protezione e riparo.

COSA VEDERE A VILLA FALCONIERI A FRASCATI

La denominazione di Castelli Romani, che ancora oggi si conserva per questi luoghi, ha dunque un’origine medievale nonostante quelle strutture difensive siano state nel tempo riadattate e spesso inglobate nelle dimore sviluppatesi nei secoli successivi. L’unico esempio di costruzione risalente al Medioevo ancora perfettamente conservata è rappresentata dall’abbazia di San Nilo, la chiesa di culto cattolico con rito orientale racchiusa in una cinta muraria merlata dotata di camminamento. Durante la seconda metà del Cinquecento questi feudi posseduti dai Colonna, dai Chigi, dagli Sforza, dai Borghese (solo per citarne alcuni) ebbero la fortuna di conoscere un lungo periodo di pace e prosperità. I tempi floridi apportarono sostanziali cambiamenti al paesaggio con la costruzione e la realizzazione delle residenze patrizie e cardinalizie che tuttora abbelliscono questo territorio.

L'esterno di Villa Falconieri a Frascati

L’esterno di Villa Falconieri a Frascati

Villa Falconieri venne costruita nella prima metà del XVI secolo per volere di Alessandro Rufini, vescovo di Melfi, che fece erigere la sua dimora nelle vicinanze dell’area del Tusculum, l’antica città romana fondata secondo la leggenda da Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe. Ma poco dopo nel 1546 fu papa Paolo III ad interessarsi della villa, facendone ampliare le volumetrie. La residenza in quel periodo era conosciuta come Villa Rufina, dal nome del suo proprietario, e la sua denominazione è attestata in una stampa di un’antica pianta di Frascati, tuttora esposta nel palazzo, in cui sono disegnate le dimore presenti sul territorio. Il palazzo nobiliare cambiò più volte proprietario fino a che non fu acquistato nel 1628 da Orazio Falconieri che chiamò l’architetto Francesco Borromini per il suo restauro.

DENTRO VILLA FALCONIERI: GLI SPLENDIDI AFFRESCHI E L’ACCADEMIA VIVARIUM NOVUM

La famiglia Falconieri era molto attiva dal punto di vista culturale: nella sua villa ospitò intellettuali, favorì incontri e dibattiti e promosse spettacoli teatrali e musicali. Gli spazi interni del palazzo vennero affrescati tra il Seicento ed il Settecento con motivi mitologici, ritratti dei componenti della famiglia, paesaggi della campagna romana. Nel salone centrale il Maratta ed il Berettoni affrescarono  il soffitto con la figura di una Venere, circondata dalle Grazie, che riceve da Nettuno alcuni doni del mare. Risale invece al 1727 il ciclo pittorico di Pier Leone Ghezzi che ritrasse i componenti della famiglia Falconieri immersi nella natura o in scene di interni, rappresentandoli con vestiti riccamente decorati e monili sfarzosi. Il pittore dipinse anche se stesso mentre era intento all’opera, seduto su una balaustra mentre volgeva lo sguardo verso la campagna romana. Continuando la visita verso sinistra si incontra l’ultima sala, la camera degli sposi anche detta sala della Primavera, che venne affrescata da Ciro Ferri e da Giovan Francesco Grimaldi nel 1670 con festoni, colombe, allegorie delle stagioni ed una fontana centrale.

Affreschi a Villa Falconieri a Frascati

Affreschi a Villa Falconieri a Frascati

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, Villa Falconieri divenne la sede del Comando Generale dell’aeronautica tedesca in Italia e l’anno successivo fu adibita a sede operativa dell’OBS (Oberbefehlshaber Sud), comandata dal Feldmaresciallo Albert Kesserling. Durante il tragico bombardamento di Frascati dell’8 settembre 1943 ben 130 Boeing B-17 americani sganciarono più di mille bombe sulla cittadina laziale, causando  la morte di centinaia civili e la distruzione del 90% del paese. Anche l’ala destra di Villa Falconieri venne giù e fu restaurata soltanto nel 1959. Oggi il palazzo ospita l’Accademia Vivarium Novum, un’istituzione di promozione ed insegnamento delle lingue classiche, che ogni domenica mattina organizza delle visite guidate gratuite, tenute da studenti provenienti da ogni parte del mondo, per coloro che arrivano a Frascati con l’intento di conoscere questo gioiello architettonico.

 

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