Mirabile opera architettonica cinquecentesca ed oggi sede dell’Accademia nazionale dei Lincei, Villa Farnesina a Roma ospita gli straordinari affreschi di Raffaello Sanzio, di Baldassarre Peruzzi, del Sodoma e di Sebastiano del Piombo. La palazzina venne commissionata dal facoltoso banchiere papale Agostino Chigi, ribattezzato dal sultano ottomano Bayezid II “il grande mercante della cristianità” per avere arricchito Roma di opere straordinarie tra le quali, oltre a Villa Farnesina, le due cappelle di famiglia di Santa Maria della Pace e della basilica di Santa Maria del Popolo, affrescate dal suo grande amico Raffaello. Senese di nascita ed arricchitosi grazie alla vendita dell’allume che si estraeva a Tolfa, il mecenate Agostino Chigi affidò l’incarico della realizzazione del prestigioso palazzo al suo conterraneo, l’architetto Baldassarre Peruzzi che, tra il 1506 ed il 1520, costruì una mirabile villa rinascimentale, la prima residenza nobiliare suburbana della città.

VILLA FARNESINA: UN PALAZZO RINASCIMENTALE NEL CUORE DI ROMA

Villa Farnesina, affreschi di raffaello nella Sala di Galatea

Villa Farnesina, due particolari della Sala di Galatea

Il palazzo, uno dei primi esempi di villa a blocco centrale incastonata tra due avancorpi laterali, è costituito da due ordini sovrapposti e al pianterreno presenta un loggiato a cinque arcate, utilizzato da Agostino Chigi per dare ricevimenti e feste. Conosciuto nel  Cinquecento come Villa Chigi, il palazzo venne acquistato a fine secolo dal cardinale Alessandro Farnese, dal quale deriva l’attuale nome di Villa Farnesina. L’interno è uno scrigno di colori, un’esultanza di immagini, corpi, volti, figure. Dal giardino all’italiana si entra nella Sala di Galatea dove il soffitto, ricco di geometrie e di rimandi a temi mitologici ed astrologici, venne interamente affrescato dallo stesso architetto che realizzò Villa Farnesina, il Peruzzi. Il nome della sala si deve al meraviglioso affresco di Raffaello che si trova sulla parete grande e che raffigura Galatea, una delle ninfe ricordata anche nell’Iliade e che il pittore urbinate ha ritratto su un cocchio trainato da delfini. Sebastiano del Piombo si occupò, invece, del Polifemo e delle lunette ispirate alle Metamorfosi di Ovidio.

VILLA FARNESINA, LA LOGGIA DI AMORE E PSICHE

Villa Farnesina. Particolare di un affresco nella Loggia di Amore e Psiche

Villa Farnesina. Particolare di un affresco nella Loggia di Amore e Psiche

Da questa sala si prosegue fino a giungere alla Loggia di Amore e Psiche, il salone completamente affrescato seguendo il racconto classico de L’asino d’oro di Apuleio. I cartoni preparatori dell’opera sono con certezza attribuibili a Raffaello e vennero dipinti dagli allievi della sua bottega, di cui faceva parte un giovanissimo Giulio Romano. Gli affreschi sono inseriti all’interno di riquadri decorati da festoni ricchi di intrecci vegetali. La varietà e la ricchezza di fiori e frutta, opera di Giovanni da Udine, si evince dal numero impressionante di specie botaniche e vegetali presenti. Se ne contano circa duecento, in un tripudio di colori e in una rappresentazione piena di dettagli e di cura per il particolare. Al centro del soffitto si trovano Il concilio degli Dei e l’episodio-cardine di tutta la vicenza, Il convito nuziale, mentre nei peducci sono affrescati gli episodi principali del mito di Eros e Psiche. Al pianterreno, poi, si trova un’ultima stanza da visitare, quella del Fregio, caratterizzata da una cornice affrescata dal Peruzzi nel 1508 con le immagini delle imprese di Ercole.

VILLA FARNESINA, LE ALTRE STANZE

Attraverso lo scalone si sale al piano superiore dove si entra nel Salone delle Prospettive, la stanza con una pittura prospettica realizzata dal Peruzzi e dalla sua bottega ed in cui si tenne il banchetto di nozze di Agostino Chigi nel 1519. Il salone, con camino centrale sopra il quale è dipinta la Fucina di Vulcano, è costituto da finte logge da cui si ammirano i panorami urbani e campestri della città di Roma. La stanza successiva ricorda l’evento del matrimonio del banchiere papale. Ci troviamo, infatti, nella Camera da Letto, affrescata nel 1517 da Giovanni Antonio Bazzi, detto Il Sodoma, con le Nozze di Alessandro Magno e Roxane, in cui il condottiero macedone offre la sua corona alla sua sposa che lo attende sul talamo. Le pareti sono affrescate con altri episodi legati agli avvenimenti della vita di Alessandro Magno. Il soffitto del Cinquecento è a cassettoni e presenta decorazioni di grottesche dai colori vivaci. Grottesche che si ritrovano nella galleria lunga 14 metri, con la volta lignea a botte a tutto sesto, finita di restaurare nel 2015. Questo tipo di decorazione venne riprodotta a partire dal 1480, anno del ritrovamento delle grottesche all’interno della Domus Aurea neroniana.

L’ingresso di Villa Farnesina si trova in Via della Lungara 230, nel quartiere di Trastevere, a Roma. Per informazioni su orari e giorni di apertura consultate il sito istituzionale Villafarnesina.it.

 

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