Il lago di Barrea, pur essendo un bacino lacustre artificiale, è un luogo di rara bellezza, circondato da una corona di monti boscosi e da tre piccoli borghi, caratteristiche che lo rendono uno dei paesaggi più completi del Parco Nazionale d’Abruzzo, un posto tutto da scoprire.

L’INCANTEVOLE LAGO DI BARREA

Inserito nel mezzo dell’alta valle del Sangro, il lago di Barrea viene creato nel 1952, a seguito dello sbarramento del fiume Sangro alla foce di Barrea per creare una centrale elettrica. Una decisione dettata da ragioni energetiche ed economiche che ha dato vita, però, a un luogo non solo affascinante ma di primaria importanza dal punto di vista naturalistico.

Il lago di Barrea, infatti, è una zona umida, un luogo con precise caratteristiche floro-faunistiche di assoluto rilievo, al punto da essere inserito, nel 1977, nell’elenco della Convenzione di Ramsar che, dal 1971, censisce, protegge e valorizza tutte le zone umide del pianeta.

Lago di Barrea

Lago di Barrea

Alimentato dal fiume Sangro e dai torrenti Rio della Valle, Rio Acqua dei Monaci e Profulo, il lago di Barrea, posto a quasi mille metri sul livello del mare, ha una superficie complessiva di 2.25 km², una larghezza media di 500 mt e una profondità massima di 35 m. Nelle sue limpide acque, completamente balneabili, vivono diverse specie ittiche, tra cui la scardola, la carpa comune, la tinca, il carassio aurato, il barbo comune, il cavedano, la trota di lago e, ovviamente, il persico reale, fra tutti la specie più presente.

Non solo pesci, però. Il lago di Barrea offre asilo a molte varietà di uccelli migratori come lo svasso maggiore, il tuffetto, il germano reale, l’alzavola, il fischione, il moriglione e la folaga ma anche a diverse specie di mammiferi, dai più comuni orsi e cervi, veri e propri emblemi del luogo, al leggendario lupo.

Ma le rive del lago e i suoi frondosi boschi offrono riparo anche ad animali meno conosciuti come il Vespertilio di Daubenton, una specie di pipistrello non comune che usa le rive per cercare cibo e il rarissimo Osmoderma eremita, un insetto appartenente all’ordine dei coleotteri che vive nei saliceti prospicenti il lago.

TRA NATURA E SENTIERI ESCURSIONISTICI

Il bacino del lago di Barrea è inserito in contesto naturalistico incantevole, puntellato da una serie monti che proteggono in un verde abbraccio le sue acque cristalline. Pur elevate queste hanno un profilo decisamente dolce come il Petroso, con i suoi 2247, il Marsicano, toponimo derivante dalla nota regione della Marsica o il monte Greco che con i suoi 2285 metri sopra il livello del mare è il più alto del gruppo dei Monti Marsicani.

Tutta la zona del lago di Barrea rappresenta un’occasione imperdibile per gli amanti dell’escursionismo che hanno la possibilità di scegliere diversi sentieri, tutti ben identificati e non impossibili da percorrere.

Barrea, il lago

Barrea, il lago

Fra questi almeno due meritano di essere menzionati. Il primo è quello che porta al lago Vivo, il bacino lacustre naturale più alto di tutto l’Appennino con i suoi 1591 metri di altitudine. Il nome “vivo” è legato al fatto che questo lago sembra davvero vivere, visto che, nel corso delle stagioni, non solo cambia colore ma anche e soprattutto la portata delle acque che in primavera, con lo scioglimento delle nevi, raggiungono il loro picco massimo.

Consigliabile è la visita in autunno quando non è raro vedere i cervi maschi duellare rumorosamente nei pressi del lago, dove scenograficamente si riflettono le alte vette dei monti sovrastanti, fra cui quella del già citato Petroso.

Il punto di partenza del sentiero, con difficoltà “E” e con un dislivello massimo di 460 mt, coincide con la Località Fonte Sambuco, al km 67 della Strada Statale 83 “Marsicana”. Si tratta di un percorso (la cui durata, andata e ritorno, è di 4/5 ore), davvero suggestivo, non solo per la vista del lago Vivo ma anche per la splendida faggeta che si attraversa in fase di rientro.

L’altro sentiero consigliabile è quello che conduce alla Val di Rose, una delle zone più frequentate e note di tutto il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui fra le faggete, gli alti profili di monti, le sorgenti incontaminate c’è anche la possibilità di imbattersi nel camoscio appenninico, una sottospecie autoctona che ha rischiato l’estinzione ma che oggi, grazie a una preziosa opera di tutela, sta tornando a dominare le vette abruzzesi.

Il sentiero, che parte da Civitella Alfedena, ha un grado di difficoltà E per una durata di circa 3 ore. Spesso questo percorso è anche abbinato a quello che attraversa la Valle Jannanghera, parallela alla Val di Rose.

I BORGHI DI BARREA, VILLETTA BARREA E CIVITELLA ALFEDENA

Se l’escursionismo non è il vostro forte non vi preoccupate perché il lago di Barrea offre interessanti alternative come la visita dei tre borghi che si affacciano sul bacino lacustre.

Il primo è quello di Villetta Barrea posto alle pendici dei monti Mattone e Sterpi d’Alto e adagiato sulle rive del fiume Sangro. Sebbene i primi insediamenti risalgano al Paleolitico, come testimoniato da alcuni ritrovamenti in prossimità della grotta Achille Graziani, dal nome di un importante archeologo italiano, il borgo di Villetta Barrea ha iniziato a svilupparsi in modo significativo nel corso del Medioevo quando fu edificato prima un monastero benedettino, in seguito distrutto e poi, lo Studio, un monastero-fortilizio voluto dal potente abate di Montecassino.

Nel corso del XV Villetta Barrea divenne, specie per volontà di Alfonso I di Napoli, un fiorente centro legato all’attività armentizia, divenendo snodo fondamentale per l’attività della transumanza.

Villetta Barrea

Il lago di Villetta Barrea

Pur molto piccolo il borgo di Villetta Barrea offre più di un luogo da visitare, dalla Torre medievale alla chiesa di Santa Maria Assunta nel centro del paese, passando per la chiesa di San Rocco, detta anche del Purgatorio dalla tela, le Anime purganti, del pittore napoletano Filippo Canciano e risalente al 1752.

Di interesse è la casa natale del poeta Benedetto Virgilio, detto il poeta bifolco in quanto imparò a leggere e scrivere da autodidatta. Vissuto nel Seicento, Benedetto Virgilio fu autore di un lungo poema su Sant’Ignazio da Loyola per il quale divenne famoso non solo in tutto il Regno di Napoli, da cui dipendeva Villetta Barrea, ma anche a Roma, se è vero che papa Alessandro VII, il pontefice che commissionò a Bernini il celebre colonnato di San Pietro, lo volle incontrare nella residenza pontificia di Castelgandolfo per esprimergli tutta la sua stima.

Oltre ai siti storico-artistici e ai piccoli musei, tra cui il caratteristico Museo della Transumanza, a farla da padrona a Villetta Barrea è la natura rigogliosa che circonda il paese con il pino nero in testa, un’essenza arborea endemica del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il secondo paese che si affaccia sul lago è quello di Barrea, senza dubbio la località più nota di tutta l’area dell’alta Val di Sangro. Sorto nel corso dell’XI secolo il borgo di Barrea, i primi insediamenti risalgono al VII secolo a.C., si impose in pieno Medioevo quando l’impronta benedettina si stratificò nel centro storico, riproducendo la tipica struttura del borgo fortificato con le strade acciottolate, le case in pietra viva e il celebre castello.

Costruito tra l’XI e il XII dai feudatari Di Sangro, il maniero è caratterizzato da due possenti torri, una a base quadrata, la più antica e una, invece, a pianta circolare, realizzata nel corso del XV secolo.

Oltre al castello, alle chiese di San Tommaso Apostolo e della Madonna delle Grazie, Barrea colpisce per il suo profilo da presepe e per la splendida terrazza sull’omonimo lago.

L’ultimo paese è quello di Civitella Alfedena. Come per le altre due località anche per Civitella la struttura architettonica si definisce in pieno Medioevo, nonostante i primi insediamenti risalissero già all’età romana. Il paese presenta i tipici tratti del borgo appenninico, con le strade strette, le rampe con in gradini in selciato bianco, le abitazioni asserragliate a formare una muraglia difensiva, ideale per proteggere gli abitanti dai nemici ma anche dal freddo e la suggestiva torre, l’edificio più antico di Civitella, la cui costruzione risale al 1400.

Anche a Civitella Alfedena la natura è la protagonista incontrastata della scena con la flora rigogliosa e la ricca fauna. Qui, in particolare, è possibile vedere da vicino due simboli del variegato mondo animale che popola queste zone: la lince e soprattutto il lupo.

Al ridosso del paese sono state create due ampie aree naturali, debitamente recintate, dove vivono in semilibertà esemplari di lince e di lupo. Si tratta di due spazi creati a scopo scientifico per studiare da vicino animali da anni a rischio. Poterli osservare, specie nel caso dei lupi, nel loro habitat naturale è un’occasione davvero suggestiva, da non perdere assolutamente.

Il lago di Barrea è uno di quei luoghi da visitare in qualsiasi momento dell’anno. D’inverno con i profili dei monti suggestivamente innevati; d’autunno quando dai comignoli delle case si diffonde l’inconfondibile fragranza della legna che sfrigola nei camini; in primavera quando la natura torna prepotentemente in scena, oppure d’estate, dove il clima è sempre gradevole e le fresche acque del lago offrono un refrigerante alternativa al caos di certe località marine.

 

Foto di Francesco Lasco.

 

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