Vitozza: guida completa alla città rupestre di Sorano

Aggiornamento articolo: 14/07/2026

È l’insediamento rupestre più esteso della Toscana, un insieme di grotte scavate nel tufo che attraverso dei sentieri segnalati consentono di ammirare i resti di una vetusta città. Ci troviamo nell’antico abitato di Vitozza, il cui nome è presente per la prima volta in un testamento risalente al 1208

Oggi quest’area archeologica fa parte del territorio comunale di Sorano, in provincia di Grosseto. In questa fetta di Maremma Toscana, caratterizzata da una natura selvaggia e da suggestivi scorci, la vegetazione ha riconquistato un lembo di terra un tempo densamente popolato. Qui, nella valle del fiume Fiora, sorgeva una vera e propria città di pietra che ha visto l’avvicendarsi di popoli e civiltà diverse nel corso dei secoli.

La storia di Vitozza in Maremma: dagli Etruschi al Medioevo

Questo territorio era già abitato stabilmente fin dalla fine dell’VIII secolo a.C. dagli Etruschi. La loro presenza si manifesta ancora oggi nella straordinaria abilità di lavorazione della pietra tufacea: in tutta l’area che va da Sovana a Castro, questa civiltà diede vita a tombe, gallerie e vie profondamente intagliate nel tufo (le celebri Vie Cave).

La successiva conquista da parte dell’Impero Romano avviò una nuova organizzazione del territorio con la costruzione di pavimentazioni, ponti e, probabilmente, dei primi colombari (piccole urne scavate nella roccia utilizzate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. per deporvi le ceneri dei defunti).

Il dominio degli Aldobrandeschi e degli Orsini

Dopo essere stata saccheggiata e conquistata prima dai Goti (nella prima metà del VI secolo) e poi dai Longobardi (tra il VI e il VII secolo), nell’VIII secolo la media valle del Fiora cadde sotto il dominio franco di Carlo Magno. Grazie all’alleanza con il papato, Carlo Magno donò allo Stato Pontificio alcuni territori maremmani, tra cui la vicina Sovana.

A partire dalla prima metà del IX secolo, i conti Aldobrandeschi estesero i loro possedimenti in Maremma, rendendo Sovana il centro principale del loro dominio nella Toscana meridionale.

L’abbandono della città di pietra

Per due secoli (XIII-XIV) la contea di Sovana – passata nel frattempo sotto il controllo della famiglia guelfa degli Orsini – e l’intera valle del Fiora furono costantemente contese dalle città comunali limitrofe, in particolare da Siena.

La resistenza di Vitozza durò fino alla metà del XV secolo. Dopo la guerra del 1454-55, che vide il definitivo prevalere degli Orsini, la città venne trasformata in una tenuta agricola e le fortificazioni danneggiate non furono mai restaurate. Gli abitanti, che avevano già iniziato a spopolare l’area, non vi fecero più ritorno.

Nel corso del XIX secolo, lo stretto legame con il vicino borgo di San Quirico di Sorano permise a Vitozza di rimanere un punto di riferimento fondamentale per il pascolo del bestiame, la raccolta della legna e l’approvvigionamento idrico garantito dal fiume Lente.

Vitozza e il suo insediamento rupestre
Vitozza e il suo insediamento rupestre

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Il sentiero trekking per l’insediamento rupestre di Vitozza

L’escursione che conduce alla città abbandonata di Vitozza inizia dalla frazione di San Quirico e si snoda lungo un sentiero pianeggiante e accessibile:

  • A sinistra: il percorso è delimitato dal suggestivo fosso di San Quirico.
  • A destra: svettano alte pareti di tufo costellate da numerose grotte artificiali, un tempo usate come ricovero per gli animali e magazzini agricoli.

L’insediamento vero e proprio inizia sotto i resti del primo castello e si estende per circa un chilometro su uno sperone di tufo. Davanti alle rovine del castello, la strada si biforca seguendo i due versanti del pianoro in cui sono scavate decine di grotte.

Superata la foresteria (dopo circa 1,5 km di cammino) ci si ritrova davanti a un bivio, in prossimità della Roccaccia: un castello posto a difesa dell’accesso alla città, di cui oggi rimangono visibili un torrione e ampie parti di muratura.

Il percorso ad anello

Da questo punto il percorso si sviluppa ad anello, permettendo di scegliere sia il sentiero di destra che quello di sinistra:

  1. La Chiesaccia: Prendendo il sentiero che sale si arriva nel cuore dell’antico abitato dove, superata la porta d’accesso, si raggiungono i resti della Chiesaccia. Di questo edificio religioso a pianta rettangolare rimangono oggi le mura perimetrali, l’abside e un caratteristico campanile a vela.
  2. La seconda porta e le fortificazioni: Subito dopo si incontra la seconda porta d’accesso a Vitozza (utilizzata in passato da chi proveniva da Sorano e Pitigliano) e una seconda fortificazione con cinque grandi finestroni ancora visibili.
  3. Sant’Angiolino: Il sentiero termina nella parte finale dello sperone tufaceo, denominata Sant’Angiolino, dove è ancora visibile un profondo fossato difensivo.

Le Grotte e i Colombari di Vitozza: cosa vedere

Le centinaia di grotte scavate nel tufo che incontrerai lungo il percorso non sono tutte uguali. Gli archeologi le hanno suddivise in tre tipologie principali:

  • Grotte ad uso abitativo: Situate principalmente sul versante sud-ovest (il più soleggiato), sono spesso disposte su più livelli comunicanti. Si riconoscono facilmente per la presenza di canne fumarie, pozzi interni e cisterne per la raccolta dell’acqua piovana.
  • Grotte ad uso promiscuo: Ambienti multifunzionali che ospitavano sia le persone che gli animali.
  • Stalle e ricoveri: Situate sul versante nord-est, sono ambienti ipogei tendenzialmente rettangolari destinati esclusivamente al bestiame.

Le grotte più famose da non perdere:

  • La Grotta della Riccia (N. 15): Prende il soprannome dall’ultima donna che vi abitò stabilmente fino al 1783.
  • La Grotta a due piani (N. 22): Composta da due stanze sovrapposte e collegate internamente da una scaletta interamente scolpita nel tufo.
  • La Grotta del Somaro: Un classico esempio di grotta a uso promiscuo con diversi ambienti interni.
Vitozza, le grotte scavate nel tufo e i colombari
Vitozza, le grotte scavate nel tufo e i colombari

🔍 I Colombari di Vitozza: Romani o Medievali?

Lungo il sentiero dell’insediamento rupestre si incontrano i celebri colombari di Vitozza: affascinanti nicchie geometriche scavate con precisione millimetrica nelle pareti verticali di tufo. Ma qual era la loro reale funzione?

  • L’ipotesi Romana (Funeraria): Il celebre archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli ipotizzò che queste cavità fossero nate in epoca romana come camere sepolcrali destinate a ospitare le ceneri dei defunti, analogamente ai celebri colombari di Roma o di Petra.
  • La certezza Medievale (Produttiva): Oggi la comunità scientifica concorda su un’origine medievale. Le nicchie venivano utilizzate per l’allevamento intensivo dei piccioni. Questa attività aveva un duplice scopo: l’approvvigionamento di carne fresca e la raccolta del guano (la “colombina”), uno dei fertilizzanti agricoli più potenti e preziosi dell’epoca.

Organizzare la visita a Vitozza: informazioni utili e consigli pratici

Per aiutarti a pianificare al meglio la tua avventura nella “città di pietra”, ecco una sintesi con tutto quello che c’è da sapere prima di metterti in cammino:

Info Dettagli
📍 Località San Quirico, frazione di Sorano (Grosseto)
🚶 Difficoltà Facile / Turistico (adatto anche a famiglie)
⏱️ Tempo di percorrenza Circa 2 ore e mezza
🎟️ Costo biglietto Gratuito (area archeologica ad accesso libero)
👟 Abbigliamento Scarpe da trekking (il tufo umido è scivoloso!)

Come arrivare e dove parcheggiare

  • In auto da Nord: Segui la Cassia (SR2) fino a Ponte a Rigo, poi prosegui in direzione Castell’Azzara, Sorano e infine San Quirico.
  • In auto da Sud: Prendi la A1 (uscita Orvieto) e segui per Castel Giorgio e San Quirico/Sorano. Se arrivi dalla costa, percorri l’Aurelia (SS1) fino a Montalto di Castro, per poi salire verso Manciano, Pitigliano e San Quirico.
  • Dove parcheggiare: Trovi un ampio parcheggio pubblico gratuito a San Quirico, proprio nei pressi del campo sportivo. L’inizio del sentiero per l’insediamento rupestre è segnalato a pochi metri di distanza.

Un viaggio che continua nel territorio del Tufo

Vitozza è un luogo magico che si svela passo dopo passo, perfetto per chi ama la storia antica e il trekking nella natura incontaminata. Se vuoi approfondire la storia di questa zona e scoprire gli altri incredibili siti archeologici dei dintorni (come le Vie Cave o la Necropoli di Sovana), ti consigliamo di visitare il sito ufficiale del Parco Archeologico Città del Tufo, dove troverai aggiornamenti su eventi, visite guidate e itinerari nel territorio di Sorano.

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