Tra le colline morbide del Molise esiste un luogo che ha saputo trasformare il silenzio in racconto e la memoria in paesaggio: Civitacampomarano. Qui, tra case in pietra grigia e vicoli antichi che si arrampicano verso il castello, il tempo non si è fermato: ha semplicemente cambiato linguaggio.
Un borgo che ha ritrovato voce attraverso l’arte contemporanea
Come molti piccoli centri dell’entroterra italiano, Civitacampomarano ha conosciuto lo spopolamento e la quiete crescente delle sue strade. Poi, a partire dal 2016, qualcosa è cambiata grazie a un’intuizione di Alice Pasquini, street artist di fama internazionale con radici familiari legate a questo luogo. Non si è trattato di un intervento invasivo, ma di un processo lento e condiviso: la street art è entrata nel borgo come forma di ascolto prima ancora che di espressione.
È nato così il CVTà Street Fest, un festival che ogni anno invita artisti da tutto il mondo a confrontarsi con il paese e con la sua comunità. Non si tratta di semplici murales “decorativi”, ma di opere che nascono da incontri, racconti e memorie condivise.
Gli artisti non arrivano con un’idea già definita: si fermano, parlano con gli abitanti, ascoltano storie in dialetto, raccolgono frammenti di vita quotidiana. Da questo scambio nascono immagini che restituiscono dignità alla memoria del borgo: donne alla fonte, giochi d’infanzia, gesti contadini e proverbi trasformati in visioni poetiche. Nomi del panorama globale come David de la Mano, Hitnes, Chanoir e Nespoon (celebre per i suoi pizzi dipinti sulle pareti ruvide che richiamano i ricami fatti a mano dalle anziane del paese) hanno lasciato qui la loro firma indelebile.
Tra le installazioni più note e fotografate del web ci sono quelle di Biancoshock, che reinterpretano in chiave ironica il concetto di comunicazione moderna, trasformando gli oggetti quotidiani del borgo nei simboli dei social network (come la vecchia cabina telefonica che diventa l’icona di WhatsApp). Un gioco visivo che mette in evidenza una verità semplice: nei piccoli paesi, la “rete sociale” esiste da sempre, fatta di incontri reali e parole condivise sulla sedia fuori dalla porta di casa.
Un museo a cielo aperto: cosa vedere tra storia e geologia
Oggi visitare Civitacampomarano significa muoversi lentamente, lasciandosi guidare dalle strade strette e dalle sorprese sui muri. Il borgo non è però solo street art; racchiude tesori storici e naturalistici di grande valore che meritano una sosta approfondita:
- Il Castello Angioino: Domina il paesaggio con la sua imponente struttura medievale. Questo monumento nazionale, caratterizzato da tre grandi torri cilindriche, un fossato e un suggestivo cortile interno, racconta secoli di storia legati alle nobili famiglie d’Alagno e di Alfonso d’Aragona.
- La Casa Natale di Vincenzo Cuoco: Civitacampomarano ha dato i natali a questo importantissimo scrittore, giurista e politico illuminista italiano, celebre per il suo saggio sulla rivoluzione napoletana del 1799. La sua casa storica è un punto di interesse cruciale per comprendere l’eredità culturale del borgo.
- I Calanchi argillosi: Dal punto di vista naturalistico, il borgo è letteralmente arrampicato su uno sperone di roccia circondato da spettacolari e profondi calanchi. Questo anfiteatro naturale di argilla, oltre a regalare scorci fotografici mozzafiato, racconta la fragilità geologica del territorio, un tema che molti artisti del festival hanno voluto riprendere e omaggiare nelle loro opere.
Cosa vedere nei dintorni per allungare il viaggio
Civitacampomarano è il punto di partenza perfetto per un itinerario alla scoperta del Molise centrale. In meno di un’ora di auto puoi raggiungere:
- Il Lago di Guardialfiera: Una splendida oasi azzurra artificiale ideale per una sosta panoramica, dove nei periodi di secca riaffiorano i resti dell’antico ponte romano di Annibale.
- Larino: Cittadina ricca di storia, famosa per il suo maestoso anfiteatro romano e per il suo centro storico medievale ben conservato.
Informazioni pratiche per la visita
Come arrivare
Civitacampomarano si raggiunge comodamente in auto da Campobasso in circa 40 minuti e da Termoli (sulla costa adriatica) in circa un’ora. L’auto privata è senza dubbio la soluzione migliore per esplorare con totale libertà le colline e le strade panoramiche del territorio molisano.
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Civitacampomarano – Google Maps
Dove dormire
L’ospitalità nel borgo è semplice e familiare, basata sulla formula dell’accoglienza diffusa. B&B ricavati in case storiche ristrutturate all’interno del centro antico e agriturismi immersi nella campagna circostante offrono un soggiorno autentico, all’insegna del silenzio e dell’ottima colazione a chilometro zero.
Quando andare
Il periodo migliore è sicuramente all’inizio dell’estate, in concomitanza con le date del CVTà Street Fest, quando il borgo si popola di artisti, performance musicali, eventi e laboratori. In alternativa, la primavera e l’autunno sono perfetti per chi cerca una luce morbida per la fotografia, il silenzio quasi mistico dei vicoli e un ritmo di viaggio intimo e rilassato.
Consiglio da Viaggiatore: Il centro storico è un labirinto continuo di scale in pietra, acciottolato e pendenze. Dimentica le calzature scivolose o le scarpe con il tacco: un buon paio di scarpe da ginnastica comode o da trail running ti garantiranno il grip necessario per esplorare ogni angolo del museo a cielo aperto in totale comfort. Non dimenticare una borraccia: l’acqua delle fontane pubbliche del paese è freschissima.
Immagine di copertina @Tilde Matematica
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