Sono passati 38 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi in quel 22 giugno 1983. 38 anni da quella sera in cui il destino di una famiglia normale, gli Orlandi, si intreccia per sempre al destino di tutti, alla storia di una nazione intera. Anzi, di due nazioni, perché gli Orlandi sono cittadini vaticani. Il padre Ercole è Messo all’anticamera papale alla corte di Papa Wojtyla e vive con moglie e cinque figli, quattro femmine e un maschio, all’interno del Vaticano.
Eventi e memoria
Racconti di eventi storici che hanno segnato luoghi, comunità e generazioni. Vicende italiane e internazionali da conoscere per comprendere la storia dei territori attraverso un viaggio lento nella memoria.
Milite Ignoto: storia, viaggio e tomba a Roma
La storia del Milite Ignoto, dalle undici salme raccolte ad Aquileia al viaggio verso Roma e alla solenne tumulazione all’Altare della Patria nel 1921.
Il fascismo e la tassa sul celibato
‘I popoli con le culle vuote non possono conquistare un impero […]. Hanno diritto all’impero i popoli fecondi, quelli che hanno l’orgoglio e la volontà di propagare la loro razza sulla faccia della terra, i popoli virili nel senso più strettamente letterale della parola’. Così a Potenza si esprimeva Benito Mussolini nel ’36 vagheggiando il sogno di una nazione colonialista che si spandeva oltre i suoi confini, alla conquista di altri popoli ed altre terre. Esattamente come era avvenuto da pochi mesi in Etiopia, sopraffatta e conquistata dalle truppe italiane.
Per innalzare il tasso demografico Mussolini approvò una tassa sul celibato che andava a colpire gli uomini che non si erano uniti in matrimonio e, sull’altro versante, incentivò le famiglie prolifiche con politiche fiscali mirate all’abbassamento delle tasse, all’erogazione di assegni familiari e all’assegnazione di alloggi popolari.
Famiglie che dovevano contare almeno sette figli per i lavoratori impiegati nella pubblica amministrazione e dieci per gli altri lavoratori.
«Il mare mi ha rifiutato», la scomparsa di Ettore Majorana
Di Ettore Majorana si perdono le tracce il 26 marzo 1938, quando il fisico catanese, che il grande Enrico Fermi aveva definito un genio, dopo essere sbarcato a Palermo, scrive ad Antonio Carrelli, professore di Fisica sperimentale presso l’Università Federico II di Napoli, un’ultima lettera dal contenuto decisamente enigmatico. Poi sulla vicenda terrena di quell’astro nascente della fisica, complice anche il successivo scoppio della guerra, scende inevitabile l’oblio fino al 2008 quando il caso Majorana tornò prepotentemente d’attualità.
“Triste missione per noi venuti a combattere per la libertà.” La strage di Bronte
Bronte è celebre per i suoi gustosissimi pistacchi, per l’imponente profilo dell’Etna, per aver il nome di uno dei ciclopi che forgiava i terribili fulmini per Zeus ma anche e purtroppo per essere stato teatro, nell’agosto del 1860, della strage di Bronte che rappresentò più di una macchia sull’epica Spedizione dei Mille.
Questo è il racconto di quello che avvenne in quelle assolate giornate di metà estate dove, come scrissero Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sulle colonne del Corriere della Sera, «si spezzò un certo sogno unitario».