Gli italiani non sono più quelli, lo scriveva Pier Paolo Pasolini sulle pagine del Corriere della Sera il 10 giugno 1974, individuando quella perdita d’innocenza delle classi incolte, quel passaggio da una società arcaica e contadina ad una nuova struttura neocapitalistica. Lo scrittore riscontrava nella popolazione italiana ‘una mutazione antropologica‘, un piegamento della società verso il mondo omologante del consumismo. La tesi in questione partiva dalla disamina di due avvenimenti accaduti il mese precedente: la vittoria del NO al referendum sul divorzio e la strage di Piazza della Loggia a Brescia.
Personaggi storici
Le vite di uomini e donne che hanno lasciato una traccia nella storia, raccontate attraverso i luoghi, le idee e le vicende che li hanno resi protagonisti.
Viva V.E.R.D.I.: il Risorgimento segreto dietro le note del “Va’ pensiero”
Può una melodia cambiare il destino di una nazione? Nel 1842, un Giuseppe Verdi distrutto dal dolore compone il Nabucco. Dietro la storia degli schiavi ebrei a Babilonia si nasconde il grido di libertà degli italiani oppressi. Tra censura aggirata, codici segreti come “Viva V.E.R.D.I.” e l’incredibile omaggio finale di una Milano in silenzio, scopriamo come il Va’ pensiero è diventato la colonna sonora segreta del nostro Risorgimento.
Lyndon Johnson, un presidente per caso
Lyndon Johnson fu il 36° presidente degli Stati Uniti d’America, dal 1963 al 1969. Il suo nome, però, è da sempre inevitabilmente legato all’assassinio di John Kennedy e alla guerra in Vietnam. Ridurre, tuttavia, la presidenza di Lyndon Johnson a quei soli due avvenimenti, seppur drammatici e nodali per la storia americana, non è soltanto sbagliato ma anche fuorviante, perché, come scritto da Massimo Gaggi, editorialista di punta del Corriere della Sera, Johnson è stato «il più grande riformatore del Dopoguerra americano».
Questo è il racconto di un presidente per caso.
Benedetto IX, colui che fu tre volte papa
La storia di Benedetto IX, il controverso pontefice che salì per tre volte sul trono di Pietro, in uno dei periodi più turbolenti della Roma medievale tra lotte aristocratiche e crisi del papato.
Walter Bonatti, una vita libera tra montagne e viaggi
La figura di Walter Bonatti è indissolubilmente legata all’impresa italiana della conquista della seconda cima del mondo, quel K2 raggiunto nel luglio del 1954 che si trascinò dietro un mucchio di polemiche alimentate da accuse, processi per diffamazione e smentite. Ma la vita di Bonatti non è stata soltanto quella e soprattutto non è stata legata unicamente alla montagna.
Diciamo piuttosto che da quell’esperienza è maturata in lui l’idea di lasciare le pareti verticali per muoversi attraverso le distanze orizzontali, gli spazi infiniti ed aperti di mari, oceani, terre, deserti, ghiacci che ricoprono il nostro meraviglioso pianeta. Come in un libro di Salgari, di Defoe, di Melville o di London di cui si nutriva da bambino e da adolescente, Walter Bonatti ha accettato la sfida di lasciare il suo campo per conoscere il mondo con le sue popolazioni, le sue bellezze e le sue asperità passando dai climi più torridi a quelli più polari.