Roma, 13 maggio 1981, piazza San Pietro. Nel giorno in cui ricorre l’apparizione mariana di Fatima, una folla trepidante attende che Giovanni Paolo II, il papa polacco eletto a sorpresa nell’ottobre del 1978, a bordo dell’auto scoperta compia il secondo giro nella piazza abbracciata dal colonnato berniniano. L’aria tersa di quel maggio che preannuncia una calda estate, viene improvvisamente sferzata dall’esplosione di tre colpi di pistola, tre spari che si odono distintamente. Sono le 17.17. Gli occhi di tutti i fedeli sono di colpo rapiti da quel corpo bianco che si affloscia sul divanetto dell’automobile che poi, come impazzita, inizia una folle corsa verso la speranza nella disperazione generale. A tre anni da quel 16 marzo 1978, Roma torna nel baratro del terrore. Ricostruiamo la drammatica vicenda dell’attentato a Giovanni Paolo II.
Una giornata particolare: la visita di Hitler a Roma
“Povera Roma mia de travertino. / T’hanno vestita tutta de cartone / pè fatte rimirà da ‘n’imbianchino.” Così Pasquino, la più celebre statua parlante di Roma, salutava l’arrivo nella capitale, nel maggio del 1938, di Adolf Hitler. La pasquinata, che riprendeva versi simili composti per l’occasione dal poeta romano Trilussa, non poneva, tuttavia, adeguatamente l’accento sull’importanza di quella … Leggi tutto