Gli eroi di via Fani, il libro sugli uomini della scorta di Moro

L'agguato di Via Fani

Aggiornamento articolo: 17/07/2026

Se non avessi avuto fra le mani il bellissimo libro di Filippo Boni, il mio pezzo sugli uomini della scorta di Moro, su Oreste, Domenico, Francesco, Raffaele e Giulio non solo non lo avrei scritto ma neppure immaginato. Ma in quel mese di agosto di due anni fa Gli Eroi di via Fani non era stato ancora pubblicato e il mio desiderio di scrivere qualcosa che ricordasse gli uomini della scorta di Aldo Moro e il loro dramma, era più forte che mai.

Poi, per fortuna, ho letto il libro di Filippo Boni e ho capito che finalmente qualcuno, e in modo straordinario, aveva reso giustizia al bisogno di far conoscere agli italiani i nomi e le singole storie di quei cinque uomini che la degenerazione di un’ideologia aveva ucciso.

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Desiderando le stelle. Il dramma dell’Apollo 1

Gli astronauti dell'Apollo 1

La storia delle missioni spaziali, di cui nel 2019 ricorre il cinquantenario della più celebre, lo sbarco sulla Luna, è costellata di straordinari successi ma anche, purtroppo, di immani tragedie. La più drammatica si verificò il 28 gennaio 1986. Cape Canaveral, contea di Brevard, Florida, Stati Uniti, 11.39 ora locale. Sono trascorsi settantatré secondi dal lancio della … Leggi tutto

Conferenza di Parigi, quando fu piantato il seme del nazismo

I protagonisti della conferenza di Parigi del 1919

Il 18 gennaio 1919 si inaugurava ufficialmente a Parigi la conferenza di pace organizzata dalle potenze uscite vincitrici dalla Prima Guerra mondiale. Gli echi di quel terribile conflitto, che aveva ucciso dieci milioni di persone, ferendone più di ventuno e disperdendone oltre sette milioni, erano ancora fortissimi. La geografia dell’Europa era profondamente mutata. Da quell’articolato puzzle politico erano state strappate via tessere fondamentali. Erano spariti plurisecolari imperi come quello ottomano, austroungarico e russo. Quello tedesco, giovane e ambizioso, si era sfaldato in un freddo mattino di inizio novembre, due giorni prima dell’armistizio, quando il Kaiser Guglielmo II aveva abdicato, riparando poi segretamente nei vicini e ospitali Paesi Bassi.

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Panatta, le magliette rosse e quella sfida al Cile di Pinochet

Adriano Panatta, le magliette rosse della Coppa Davis 1976 in Cile

È il 18 dicembre del 1976 e a Santiago del Cile si disputa la finale della Coppa Davis, il campionato di tennis più prestigioso al mondo riservato alle squadre. La situazione politica internazionale è decisamente elettrica, si gioca la partita nello stadio accanto a quello in cui sono stati detenuti migliaia di prigionieri politici. Così l’evento sportivo è destinato a mescolarsi inevitabilmente con quello politico, accendendo nei mesi precedenti un intenso dibattito anche nel nostro paese circa l’opportunità di schierare la nostra squadra nella partita decisiva. Facciamo un passo indietro.

L’Italia a settembre ha sconfitto in semifinale la squadra australiana, conquistando il quinto e decisivo incontro sui campi di terra rossa del Foro Italico. È Adriano Panatta, vessillo della nostra nazionale, a portare a casa il punto che ci consente di arrivare in finale. Il 26enne tennista romano ha una forma straordinaria ed ha già conquistato gli Internazionali d’Italia ed il Roland Garros a Parigi. Dall’altra parte del tabellone si trova il team cileno che ha battuto a tavolino l’URSS. Il governo sovietico, però, ha deciso di ritirare la squadra per protestare contro la dittatura dello stato sudamericano , consentendo al Cile di giungere direttamente in finale.

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Gli scacchi: storia di un gioco avvincente

La nascita del gioco degli scacchi

Il gioco degli scacchi è uno dei passatempi preferiti da milioni di persone nel mondo, schiere di appassionati che si sfidano muovendo i 16 pezzi che hanno a disposizione su una scacchiera bianca e nera. Lo scopo che perseguono è quello di catturare il pezzo più importante, il re che al contempo è anche uno dei pezzi più deboli perché, sebbene possa muoversi in tutte le direzioni, può farlo soltanto facendo un passo alla volta. Proteggere il re, non esporlo ai pericoli e schermarlo dalle mosse degli altri pezzi è la regola base principale degli scacchi perché la sua cattura equivale a perdere, porre fine al gioco e dichiararsi sconfitti. Ed il prezioso sovrano deve difendersi dalle mosse degli avversari, il pedone, la torre, il cavallo, l’alfiere e soprattutto la temibile regina, la minacciosa donna che rappresenta il pezzo più potente del perché è la sola in grado di muoversi in qualsiasi direzione e senza limitazioni di caselle lungo tutta la scacchiera.

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